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Uccise aggressore ormai inerme: confermata condanna a soldato israeliano

Ma il tribunale militare non ha voluto riqualificare i fatti in omicidio volontario, con conseguente aumento della pena

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Uccise aggressore ormai inerme: confermata condanna a soldato israeliano

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L’appello di Elor Azaria è stato respinto. Il soldato franco-israeliano dovrà dunque scontare la condanna a 18 mesi per aver dato il colpo di grazia, a freddo, ad un assalitore palestinese quando questi era già a terra e ferito.

Il tribunale militare, però, ha anche respinto l’istanza del procuratore generale, che chiedeva di riqualificare l’accusa in omicidio volontario, aumentando così la pena. Nel corso del dibattimento di primo grado, il collegio giudicante aveva statuito che il militare aveva sparato per uccidere l’uomo mentre l’aggressore non costituiva più alcuna minaccia, ma aveva riconosciuto la circostanza attenuante della tensione che doveva sentire su di sé il giovane soldato, 21 anni, operante in territorio ostile.

Il caso ha diviso l’opinione pubblica israeliana, fra chi chiedeva che venisse prosciolto. la maggioranza, e chi esigeva un inasprimento della pena (fra cui le organizzazioni per la difesa dei diritti umani).

I fatti risalgono al 24 marzo del 2016, il soldato, membro di un’unità paramendica, era stato filmato a Hebron, in Cisgiordania, mentre sparava un colpo alla testa ad Abdel Fattah al-Charif, un palestinese che aveva tentato di aggredire all’arma bianca un gruppo di militari israeliani. Il video aveva fatto il giro della rete.