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Human Rights Watch: "Abusi sui migranti di Calais"

Reportage esclusivo dalle "nuove giungle" nel nord della Francia

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Human Rights Watch: "Abusi sui migranti di Calais"

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“È come vivere all’inferno”. Questo il titolo del rapporto di Human Rights Watch sugli abusi che sarebbero commessi nei confronti dei migranti di Calais da parte delle forze dell’ordine. Secondo l’ong, la polizia farebbe regolarmente uso di gas al peperoncino. Un’operatrice umanitaria che abbiamo interpellato sul posto conferma. “Regolarmente la polizia arriva nel cuore della notte – racconta Fanny Plancon di Caritas France -, tira fuori i migranti dai sacchi a pelo e spesso addirittura spruzza di gas i sacchi a pelo e il cibo. Ho portato all’ospedale moltissime persone rimaste ferite in queste occasioni. Prendono loro tutto quel che hanno, a volte perfino i documenti, tutto può finire nella spazzatura. È molto complicato per loro”.

Human Rights Watch si è basata sulle testimonianze di una sessantina di profughi. Un cittadino afgano che vive a Calais da sei mesi ha accettato di parlare di fronte alle nostre telecamere: “Sono scesi dalla macchina mentre camminavo per strada – è la sua testimonianza – e mi hanno spruzzato lo spray in faccia, non vedevo niente e mi sono quasi fatto investire da un’auto perché mi girava la testa. Eppure non avevo fatto nulla di illegale, non mi trovavo in una zona vietata e nemmeno in macchina. Ho amici che sono stati picchiati diverse volte, alcuni sono ancora in ospedale”.

Secondo Hrw, questo prodotto chimico “concepito per tenere a bada i violenti, causa cecità temporanea, forti dolori oculari e difficoltà respiratorie, che durano generalmente fra i 30 e
i 40 minuti”.

Lo scorso marzo, spiega il rapporto, le autorità locali hanno vietato alle organizzazioni umanitarie di distribuire cibo, acqua, coperte e vestiti ai migranti. Un provvedimento sospeso poi da un tribunale francese, che l’ha giudicato inumano e degradante.

“A volte queste persone hanno vissuto violenze in Libia, le difficoltà dell’attraversamento del Mediterraneo, eppure dicono che Calais è il peggio che hanno vissuto – prosegue Fanny -. È molto complicato, la Francia è considerata la patria dei diritti umani, dovremmo accogliere tutti”.

Secondo una giornalista di Le Monde il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe ordinato un’inchiesta interna.

Abbiamo contattato la prefettura di Calais per conoscerne le reazioni, ma finora non ha voluto esprimersi. In precedenza però aveva definito il rapporto “calunnioso”.