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Una missione su Marte per gli Emirati Arabi Uniti


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Una missione su Marte per gli Emirati Arabi Uniti

Gli Emirati Arabi Uniti stanno lavorando per mandare una sonda nell’orbita di Marte. L’agenzia Spaziale degli Emirati ha chiamato la missione “Al Amal”, speranza. Lo stato ha presentato la missione al pubblico e sono diversi a Dubai gli eventi per promuovere l’attività dell’Agenzia Spaziale, compresi workshop e mostre interattive per famiglie e scuole. L’intento è quello di orientare gli studenti all’esplorazione e alla ricerca.

Gli Emirati intendono entrare nell’orbita di Marte nel 2021, in occasione del 50mo anniversario dell’indipendenza del Paese.

E’ simbolico delle aspirazioni degli Emirati diventare un Paese leader nell’ambito della Scienza e della tecnologia. Questa sarà la prima missione di eplorazione spaziale condotta da uno stato arabo. Una missione che spera di inaugurare una nuova era per il Medio Oriente.

Il team collabora con scienziati e accademici dell’Università del Colorado. L’idea degli emiratini è quella di imparare dai loro partner americani e portare questa nuova conoscenza nel Paese. L’obiettivo è che l’orbita sia in grado di raccogliere dati sull’atmosfera di Marte nel giro di due anni.

“Questa missione ci porterà ad un altro livello, ha spiegato Salem Humaid AlMarri, assistente del direttore generale degli Affari Tecnologi e Scientifici- Aggiungeremo conoscenze su Marte e la sua atmosfera al bagaglio della comunità scientifica internazionale. Un’altra cosa importante di questa missione è cosa porterà di nuovo: ovviamente l’Agenzia Spaziale Europea ha molta esperienza nell’ambito delle missioni su Marte e molti scienziati specializzati. Noi vorremmo che i nostri dati potessero esser loro utili e poter iniziare a cooperare con loro nell’analisi di questi dati”.

Una volta lanciata nell’orbita di Marte, la sonda studierà l’atmosfera del pianeta rosso in tutti i suoi aspetti: le dinamiche climatiche sia diurne che stagionali e i fattori che le influenzano e la quantità di idrogeno e ossigeno disperse nello spazio.
Gli scienziati sono convinti che il pianeta Marte si sia surriscaldato dando così origine all’evaporazione dell’acqua e di altre molecole dell’atmosfera nello spazio.

Quindi, capire quello che successe su Marte potrebbe aiutarci a comprendere cosa sta succedendo alla Terra e come possiamo proteggere la nostra atmosfera.

Sarah Amiri, vice project manager della missione ne spiega l’importanza: “Un’altra cosa che è da tenere in considerazione e che si verifica in maniera simile sia sulla Terra che su Marte sono le tempeste di sabbia. Le nostre tempeste di sabbia non durano mai più di un giorno, mentre su Marte partono da una piccola regione per poi estendersi a tutto il pianeta, ricoprendolo totalmente e diventando una vera e propria tempesta globale che può durare giorni o settimane”.

Il team che lavora alla missione emiratina comprende 75 persone (tutte provenienti dagli Emirati, di cui la metà donne) ma l’ambizione è raddoppiarle. Sono ben 5,44 i miliardi di dollari già investiti secondo il primo ministro Mahammed Bin Rashid Al Maktoum. La questione non è se i soldi siano sufficienti, ma piuttosto se il tempo che la squadra ha a disposizione per completare il suo progetto sia abbastanza, se le previsioni del governo riguardo le tempistiche siano o meno realistiche.
“Questa regione ha bisogno di notizie positive come quella di questa missione – dice AlMarri – per far sì che i giovani possano comprendere che arabi e musulmani sono in grado di lavorare a progetti innovativi ed eccitanti e che possono contribuire in maniera decisiva al panorama scientifico e tecnologico internazionale. Questa missione è un regalo degli Emirati Arabi Uniti al mondo”.

I responsabili del programma spaziale degli Emirati sperano che questa prima missione araba su Marte possa ancora una volta galvanizzare e servire da ispirazione per milioni di giovani arabi, così come il programma Apollo è stato per gli americani.

L’agenzia spaziale Emiratina è molto giovane, l’étà media dei suoi ingenieri non supera I 40 anni. L’invio di una sonda nell’orbita di Marte permettarà agli Emirati di entrare nell’elenco dei pochi paesi che puntano al pianeta rosso

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