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Stati Uniti: accusato di traffico di migranti il conducente del ''camion della morte''

Trasportava decine di immigrati illegali dal confine messicano a Houston. Dieci di loro sono deceduti per asfissia nel tragitto

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Stati Uniti: accusato di traffico di migranti il conducente del ''camion della morte''

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Rischia la pena di morte James Matthew Bradley Jr, il 60enne statunitense al volante del camion con a bordo decine di immigrati clandestini, trovato domenica in un parcheggio a San Antonio, in Texas. Il camionista, comparso in tribunale e accusato di trasporto di migranti, ha da subito negato di essere a conoscenza della presenza di quelle persone. Dieci di loro sono morte per asfissia nel vano di carico, dove c’erano 65 gradi centigradi. Il tragitto previsto aveva come punto di partenza McAllen – al confine con il Messico – e sarebbe dovuto arrivare a Houston.

“Quando siamo arrivati lì, il rimorchio era già pieno. Onestamente, Non posso dirle quante persone ci fossero’‘, spiega Adan Lara Vega, uno dei sopravvissuti, aggiungendo al giornalista che non avevano acqua e che nessuno gliene ha data. Alla domanda del perché di questo viaggio pericoloso, la risposta è semplice: ‘‘per necessità, solo per necessità. Non c‘è lavoro laggiù’‘.

Adan, uno degli almeno 25 messicani a bordo del camion – che trasportava anche donne e bambini – si impegnò a pagare 5.500 dollari ai trafficanti, appartenenti a un gruppo legato ai Los Zetas, per questo viaggio della speranza, traformatosi in poco tempo in un viaggio della morte.