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Mosul, fra le donne liberate da Isil

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Mosul, fra le donne liberate da Isil

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In una Mosul liberata dal giogo dell’Isil le donne possono finalmente tornare libere in strada. Il velo integrale non è più obbligatoorio. Anche per ragioni di sicurezza visto che negli ultimi mesi diversi combattenti jihadisti hanno cercato di travestirsi da donne per aggirare i controlli. Oggi chi era costretta in casa può tornare a studiare e a sentirsi un po’ più libera malgrado il fatto che a Mosul tutto vada ricostruito.

Dice una ragazza: “Daesh controllava la nostra libertà non potevamo muoverci liberamente. Se uscivamo dovevamo vestirci di nero con un niqab e nascondere ogni parte del nostro corpo”.

Un’alttra donna aggiunge: “La situazione era tragica. L’educazione per le donne sempliceente non esisteva. Non avevavmo diritto di frequentare e c’erano una miriade di limiti per noi”.

La battaglia per Mosul è durata circa nove mesi e alla fine si è risolta in combattimenti strada per strada con i civili presi fra i due fuochi,. Da una parte gli uomini in nero e dall’altra l’esercito regolare.

un commerciante ricorda: “Quando lee donne entravamo nel mio negozio gli uomini di Isis le strattonavano fuori per strada. Perché Magari perché non indossavano il velo integrale, o era trasparente, o non indossavano guanti,o erano truccate o non portavano calzini neri. E le donne non compravano nulla.”

Le cose sono cambiate. La fortuna di Mosul, e il perché fosse stato uno dei primi obiettivi di Daesh, era l’essere capoluogo di un distretto ricco di petrolio, con banche piene di petrodollari he Daesh ha usato per finanziare la sua guerra santa.