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Netanyahu: "I metal detector restano alla spianata", ma la Cisgiordania è in rivolta

Barricate, morti e feriti negli scontri tra palestinesi ed esercito israeliano dopo la decisione di Israele di mettere metal detector alla spianata delle moschee

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Netanyahu: "I metal detector restano alla spianata", ma la Cisgiordania è in rivolta

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Continuano gli scontri a Gerusalemme est e in diversi luoghi della Cisgiordania, dopo la decisione delle autorità israeliane di mettere i metal detector all’ingresso della spianata delle moschee. Questa domenica il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che i metal detector resteranno dove sono, semmai se ne limiterà l’uso.
Il presidente palestinese Abu Mazen ha rotto tutti i contatti con gli israeliani, rifiutando le misure di controllo nel sito sacro tanto per ebrei come per palestinesi. Ha ricordato che la moschea di Al Aqsa è sotto la giuridizione palestinese e tutto deve tornare come prima.

Questi sono i più sanguinosi scontri tra palestinesi e forze dell’ordine israeliane degli ultimi tempi. Va avanti così da oltre una settimana, con lacrimogeni, barricate e morti: almeno tre tra i palestinesi negli ultimi tre giorni. Le due parti si sono fronteggiate anche nei dintorni di Gerusalemme, in diversi luoghi della Cisgiordania. Dozzine di palestinesi nella città di Betlemme hanno pregato dietro dei modelli di metal detector poi gli hanno dato fuoco.
Questo scoppio di violenza sarà oggetto di una riunione d’urgenza del consiglio di sicurezza dell’Onu questo lunedì.