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Oggi Ferguson, ieri "Detroit": Bigelow e gli scontri del 1967

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Oggi Ferguson, ieri "Detroit": Bigelow e gli scontri del 1967

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Gli scontri razziali che misero a fuoco la città mezzo secolo fa: l'impegnata regista di "The Hurt Locker" e "Zero Dark Thirty" torna alla denuncia

Ancora fresche sui teleschermi le immagini delle rivolte dei neri a Ferguson, Kathryn Bigelow torna con “Detroit” a mezzo secolo fa, per raccontare uno dei più emblematici episodi che hanno segnato la storia degli scontri razziali negli Stati Uniti.

Qui il sito del distributore Annapurna, con tutti i materiali del film

“Praticamente un film di guerra: si resta sulle spine dall’inizio alla fine”


“Penso che Karthryn sia perfetta per questo film – dice l’attore Algee Smith, della pluripremiata e impegnata regista statunitense di Point Break, The Hurt Locker e Zero Dark Thirty -. Non si lascia dire da nessuno di smorzare questo o quel particolare. Il risultato sembra un film di guerra. Si resta sulle spine dall’inizio alla fine”.

La storia è quella dei cinque giorni che nel luglio del 1967 misero a ferro e fuoco la Detroit del titolo: scontri scoppiati per l’intervento della polizia in un bar gremito di afroamericani, e che insieme a quarantatre morti, indussero il governatore del Michigan e il presidente Lyndon Johnson a portare in città anche la Guardia Nazionale ed esercito. Nei cinema statunitensi in anteprima sul resto del mondo, l’uscita di inizio agosto segue di qualche giorno appena i 50 anni dagli eventi raccontati dal film.