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Camerun, torture in centri di detenzione segreti


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Camerun, torture in centri di detenzione segreti

Decine di prigionieri sono morti in Camerun nei centri di detenzione in cui, sulla scorta della lotta contro il gruppo jihadista nigeriano Boko Haram, le forze di sicurezza detengono in segreto, e torturano.
Amnesty International ha raccolto 101 testimonianze raccapriccianti: corpi esposti a ogni tipo di tortura, prigionieri in isolamento, sopravvissuti a malapena; i fatti sono avvenuti negli ultimi 4 anni; 32 dei 101 testimoni hanno detto di aver visto morire i loro compagni di prigionia.
Stephen Cockburn, vice-diretttore Amnesty per l’Africa centro-occidentale: “Quello che abbiamo appurato è un trattamento brutale degli arrestati, spesso senza prove, sospettati di sostenere Boko Haram. Abbiamo molte testimonianze di persone che sono state messe in posizioni da agonia, le mani e i piedi legati dietro la schiena, lasciati per giorni all’aperto e picchiati selvaggiamente; qualcuno è stato messo sott’acqua, fulminato, oppure gli hanno tolto le unghie “. Autori delle torture sarebbero corpi speciali dell’esercito come il battaglione di intervento rapido e il Foreign Intelligence Branch.
Uno dei centri di tortura sarebbe la base di Salak, dove è stata segnalata la presenza, più o meno permanente, anche di soldati americani e francesi. Amnesty ha chiesto alle ambasciate americana e francese di aprire un’inchiesta.