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Aquila: a 8 anni dal terremoto ancora arresti, la vergogna della ricostruzione

Nell'inchiesta un imprenditore ride dopo il terremoto di Amatrice, sperava in nuovi affari

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Aquila: a 8 anni dal terremoto ancora arresti, la vergogna della ricostruzione

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Otto anni dopo ancora un’inchiesta sul terremoto dell’Aquila e ancora qualcuno che ride al telefono annusando l’affare dietro ai crolli. La storia si ripete e c‘è una nuova indagine: 25 indagati, 10 arrestati ai domiciliari.
Al centro dell’indagine la sezione abruzzese del ministero dei beni culturali che per l’accusa ha gestito in maniera clientelare, sistema oleato da un giro di mazzette, una serie di appalti per la ricostruzione tra cui il restauro del teatro comunale dell’Aquila e della torre medìcea di Santo Stefano di Sessanio. Così viene intercettato anche il presidente di un’impresa pugliese, che dopo il terremoto che l’anno scorso ha squassato l’Italia centrale, ride al telefono con un collega. Ride mentre racconta che si è proposto a un funzionario del Mibac Abruzzo, per puntellature e ricostruzione. Il Mibac ha avviato un’indagine interna.