ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Turchia: la repressione dopo il fallito golpe

Lettura in corso:

Turchia: la repressione dopo il fallito golpe

Dimensioni di testo Aa Aa

Una valanga di arresti e procedimenti giudiziari. Dal fallito colpo di stato contro Erdogan, il 15 luglio del 2016, in Turchia sono 50.510 le persone arrestate e 169.013 quelle sottoposte a processo per responsabilità connesse al fallito golpe. Tra gli arrestati, 169 generali, 7.089 colonnelli dell’esercito e 24 governatori, tra cui quello della provincia di Istanbul, Huseyn Avni Mutlu. Sono questi i numeri forniti dal ministero della Giustizia turco a un anno esatto da quella tragica notte.

Falcidiato il mondo accademico: oltre 5000 tra professori e ricercatori universitari sono stati licenziati dalle loro facoltà.

Stretta repressiva anche sui media: 160 tra quotidiani e emittenti televisive sono state chiuse, mentre sono circa 150 i giornalisti in galera. La polizia turca ha arrestato il caporedattore insieme ad almeno 12 capiservizio del giornale di opposizione turco Cumhuriyet.

I processi si sono svolti tutti all’interno del complesso della prigione di Silivri. Secondo il ministero della giustizia nelle carceri turche sono rinchiusi 213.499 detenuti, 26 mila in piu’ dei posti disponibili.

Nel tentativo di colpo di stato represso dalle autorità di Ankara, sono morte oltre 230 persone, senza contare i militari coinvolti nel golpe. Molte delle vittime erano civili.