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Mosul riconquistata, ma qualche jihadista ancora spara

La città irachena proclamata libera dopo tre anni di occupazione dell'Isil. Festa tra le macerie

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Mosul riconquistata, ma qualche jihadista ancora spara

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Ora la bandiera irachena sventola su Mosul. La roccaforte irachena del sedicente stato islamico è caduta, riconquistata dall’esercito di Baghdad, dopo tre anni di occupazione jihadista e nove mesi di assedio.
Si festeggia, nella città vecchia, dove erano asserragliati gli ultimi guerriglieri relegati, negli ultimi giorni, in un fazzoletto di città sulla riva del fiume Tigri.
Il premier iracheno al Abadi si è recato al centro di Mosul per proclamarla libera, ma dopo l’annuncio si udivano ancora spari: qualche cecchino dell’Isil, appostato chissà dove, in un ultimo baluardo di resistenza. Alcuni degli ultimi guerriglieri jihadisti sono stati uccisi mentre fuggivano attraversando il fiume, altri non si sono voluti arrendere e sono stati giustiziati.
La città è ridotta a cumuli di macerie, la metà dei residenti sono fuggiti nei mesi di guerriglia. Molti altri civili sono rimasti intrappolati, diventati di fatto ostaggi dell’Isil e scudi umani.