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Con un accordo commerciale EU e Giappone sfidano il protezionismo americano

I due partner hanno posto le basi per un futuro accordo commerciale che coinvolgerà un terzo del PIL mondiale

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Con un accordo commerciale EU e Giappone sfidano il protezionismo americano

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In risposta alle tendenze protezionistiche americane, Unione europea e Giappone giovedì hanno firmato un accordo che definisce le linee guida per un futuro trattato commerciale. A pochi giorni dal G20 di Ambrugo, il premier Shinzo Abe spera di convincere gli Stati Uniti a riprendere la parnership transatlantica con i paesi asiatici.
“Purtroppo in questo momento gli Stati Uniti si sono ritirati dal TTP. Tuttavia, il Giappone e l’Unione europea hanno raggiunto un accordo di principio sugli elementi fondamentali per i nostri scambi. Penso che ciò avrà un impatto positivo sul TPP “.
Dal canto suo, Bruxelles tenta di uscire dall’empasse Washington, dopo la decisione di Donald Trump di interrompere i negoziati per il trattato commerciale transatlantico
“Anche se alcuni credono che l’isolamento e la disintegrazione siano tornati di moda, noi stiamo dimostrando che non è vero. Il mondo non ha bisogno di andare indietro nel tempo di 100 anni”, ha affermato Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo

I negoziati dureranno mesi ma, una volta concluso, l’accordo avrà un impatto su circa 630 milioni di persone. In Europa il timore è che non vengano rispettati gli standard ambientali e che i servizi pubblici possano essere liberalizzati.
In base alla mia esperienza circa la liberalizzazione dei servizi pubblici – spiega Penny Clarcke, rappresentante dell’ unione europea per i servizi pubblici – è probabile che vengano esercitate maggiori pressioni sulla commercializzazione di servizi come la sanità, l’istruzione e l’acqua. Aree in cui è molto importante avere un quadro legislativo definito e delle protezioni, in modo da essere in grado di soddisfare le esigenze fondamentali “.

Con questo accordo il Giappone, terza economia mondiale, avrà accesso al mercato europeo dell’industria dell’automobile, mentre i partner europei puntano a tariffe vantaggiose per esportare i prodotti lattieri, enormemente apprezzati dal popolo del Sol Levante.