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Sónar Festival di Barcellona: musica, creatività e tecnologia

Sónar Festival di Barcellona, un festival internazionale di musica avanzata e nuovi media

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Sónar Festival di Barcellona: musica, creatività e tecnologia

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Come ogni anno il Sónar di Barcellona ha anticipato l’inizio dell’estate. Anche quest’anno l’evento di musica elettronica, e arte multimediale, ha regalato spettacoli e incontri con artisti di fama mondiale, come Björk, Brian Eno o il giapponese Daito Manabe. Mostre, concerti, installazioni hanno animato la città attirando oltre 120 mila spettatori. Una manifestazione che, da tre anni, offre al pubblico le tendenze più attuali.

“Tra gli ospiti il creativo Daito Manabe o Björk, artisti che hanno portato una ventata di novità in quelle discipline che necessitano di nuovi format, e di maggior flessibilità. In questo senso, un’icona come Björk ha scelto questo festival per presentare il suo universo musicale e far conoscere il suo nuovo progetto “Björk digital”:http://www.björk.it/bjork-digital/, un viaggi oneml mondo dell’artista. Proiezioni, realtà virtuale e display interattivi, con quattro clip inedite realizzate per i brani del suo ultimo album. I festival dovrebbero sempre dare maggior spazio per rappresentazioni ed esperienze simili”, ci ha spiegato José Luis De Vicente curatore di Sónar+D.

Brian Eno, suoni in mostra

Altra presenza di tutto rispetto, il musicista e produttore britannico Brian Eno, che ha presentato una mostra nello spazio di arte contemporanea Santa Mònica, personale aperta fino a ottobre: tre “video dipinti” e una composizione originale in un chiostro. “Abbiamo fatto quello che volevamo. Dividere la musica basandoci su due livelli: il livello del suolo e quello dell’aria, il livello spaziale. Quindi abbiamo realizzato tutti i suoni all’aperto qui, suoni che riempiono la stanza: ci sono 12 canali, uno di quelli che potete sentire è questo: una piccola goccia d’acqua”, ha spiegato Brian Eno. Reflection ha due forme: quella che si può registrare su CD o vinile o donwload. E questo, naturalmente, è già fatto. Ma c‘è anche un’app. E questa applicazione è la versione infinita. L’app può riprodurre la musica come nel momento in cui si ascolta. Nessuna ripetizione. Quello è un pezzo infinito “.

Performance tecnologiche e audiovisive

Nel padiglione modernista Mies van der Rohe, realizzato da un architetto bahuaus, l’americano Mark Bain ha realizzato per cinque giorni una performance sonora basata su sensori nel sottosuolo dell’edificio. Il suono dei rumori si espandeva mentre i visitatori camminavano. “Volevo creare una sorta di auto-composizione, quindi l’architettura, il sistema sonoro e l’elettronica che uso sono tutti parte del sistema, che permette di usare i suoni. Mi piace l’idea di qualcosa di caotico, fuori dal mio controllo”, ha sottolineato Bain.

Nella tensostruttura a 360º curata da Mosvistar telecom e dalla Società di Arti Tecnologiche di Montréal, gli artisti spagnoli Óscar Sol e Ralp hanno presentato il pezzo audiovisivo “Quadrivium”: un viaggio futurista ipnotico. Il festival quest’anno ha esplorato diversi aspetti della cultura digitale, aprendosi a stili multidisciplinari. A “Sonar di Giorno” concerti, jam session dj, proiezioni audiovisive in tutti i formati, una mediateca, una fiera professionale, conferenze, mostre e uno spazio dedicato alla ricerca di nuovi talenti. “Sonar di Notte” accoglie invece i grandi artisti nazionali e internazionali della musica elettronica, in simultanea con disc jockey e video jockey. “Sonar di Notte” accoglie invece i grandi artisti nazionali e internazionali della musica elettronica, in simultanea con disc jockey e video jockey