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UE a corto di menti scientifiche: a rendere la tecnologia a portata di mano ci pensano i "makers"

La Commissione europea ha lanciato una serie di iniziative per incoraggiare lo studio di materie scientifico-tecnologiche, in vista delle crescenti opportunità lavorative nel settore digitale

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UE a corto di menti scientifiche: a rendere la tecnologia a portata di mano ci pensano i "makers"

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Il paradosso per un’Europa che punta all’ economia digitale è essere a corto di professionisti nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Si stima che entro il 2020 in questo settore 500.000 posti di lavoro rimarranno scoperti per mancanza di laureati o di personale formato. Come è possibile? Strano ma vero, nel ventunesimo secolo, gli studi di tipo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM) sono ancora considerati troppo difficili o poco interessanti per molti studenti.
La Commissione europea intende dunque incoraggiare lo studio delle materie scientifico-tecnologiche, come spiega il Commissario all’educazione, Tibor Navracsics prossimo anno lanceremo una coalizione sull’educazione tecnologica a livello europeo, a cui parteciperanno le autorità nazionali interessate, ma anche istituti di istruzione. Inoltre stiamo lavorando insieme agli Stati membri per mettere le basi di una più stretta collaborazione nell’educazione in campo scientifico”.

Come discusso a fine giugno durante l’evento makers town a Bruxelles, organizzato da Think Young, un aiuto potrebbe arrivare dal movimento dei cosiddetti makers: artigiani digitali che grazie a stampanti 3D, ma anche software e hardware scaricabili gratuitamente da internet, danno vita a innovative realizzazioni di tipo informatico o ingegneristico.

Integrare i principi del movimento dei makers nell’educazione tradizionale potrebbe contribuire ad un approccio più partecipativo e rendere le materie scientifico-tecnologiche più attraenti agli occhi degli studenti.