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La musica Gnawa protagonista a Essaouira

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La musica Gnawa protagonista a Essaouira

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Ogni anno la città marocchina di Essaouira celebra la musica Gnawa in un festival internazionale. Questa musica tradizionale affonda le sue radici nell’Africa subsahariana, per poi incorporare canzoni e ritmi marocchini, africani e islamici, combinando poesia rituale, musica tradizionale e danza acrobatica.

Il festival ogni anno invita artisti internazionali a suonare con i musicisti Gnawa. La ventesima edizione è stata aperta dal brasiliano Carlinhos Brown, accompagnato dai fratelli Maâhlem Saîd e Mohamed Kouyou.

“Suonare lo Gnawa con Maâhlem per me è un sogno”, ha commentato Carlinhos Brown. Subito la replica di Mohamed Koyou: “È stato fantastico, abbiamo provato intensamente per due giorni e grazie a Dio stanotte ci siamo fusi alla grande. Grazie a lui per aver suonato con noi”.

Loy Ehrlich, musicista, compositore e produttore francese, è venuto a Essaouira con la sua Band of Gnawa per suonare alcuni dei brani più famosi del rock classico con Maâhlem Saîd Boulhimas e il suo gruppo.

“Sono stato in Marocco quando avevo 21 anni, circa 45 anni fa – ha raccontato Ehrlich -, ho scoperto la musica Gnawa negli anni Settanta, e mi è rimasta incollata addosso, ha lasciato un segno profondo in me”.

Lucky Peterson è il maestro dell’organo elettronico Hammond, icona americana del blues, del sol, dell’R&B, del gospel e del rock’n‘roll.

Ma gli è mai capitato di suonare musica Gnawa?, gli chiede il nostro inviato Wolfgang Spindler. “È la mia prima volta e mi piace – risponde -. Mi piace molto. Parla di Dio, parla di amore e parla di sentimenti, e abbiamo tutti sentimenti dentro di noi, ed è da lì che nasce la musica”.

Lucky Peterson ha iniziato a suonare in tenerissima età. Il padre era il proprietario di un locale a Buffalo, dove Lucky si esibiva e dove fu scoperto quando aveva solo cinque anni.

Il francese Titi Robin è un maestro di tutt’altro genere. La sua musica attinge da influenze culturali diverse, radicate nel mondo mediterraneo. Ma non solo, dice: “La cultura marocchina, la cultura del sud della Francia fino al Mediterraneo orientale, fino al nord dell’India… ci sono stati molti scambi nella filosofia, nella poesia, nella musica, e in effetti di questa ricchezza siamo molto coscienti, è lei che ci ispira”.

Con lui hanno suonato il marocchino Mehdi Nassouli, gli indiani Shuheb Hassan e Murad Ali Khan, e il percussionista brasiliano Ze Luis Nascimento.

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