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Mosul: cade moschea sacra per Isis

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Mosul: cade moschea sacra per Isis

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Dell’antica grandezza non resta ormai quasi nulla, ma l’esercito iracheno è entrato in quel che resta della moschea Al-Nuri al-Kabir di Mosul, a una settimana esatta dalla sua distruzione da parte dell’Isis e a tre anni dalla proclamazione della rinascita del Califfato.

Il governo di Baghdad ha fatto di tutto per riconquistare la moschea, dove il 29 giugno 2014 Abu Bakr al-Baghdadi si è autoproclamato califfo. Lo Stato islamico sta resistendo da quasi nove mesi, dal 17 ottobre 2016. Degli ottomila combattenti iniziali, di fronte a un’armata di 80 mila uomini fra esercito, milizie sciite e Peshmerga curdi, ne restano fra i 300 e i 400, secondo le stime dei consiglieri militari americani.

Nella moschea venne a pregare anche Saladino, prima della spedizione che portò alla riconquista di Gerusalemme da parte dei musulmani per questo al Baghdadi aveva scelto di proclamare qui la nascita del califfato da cui partire per ricostruire un grande impero musulmano.