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Brexit, un anno dopo

Brexit, cosa è successo in 12 mesi?

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Brexit, un anno dopo

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Un anno fa, la maggioranza dei britannici ha votato per Brexit. Anche se l’uscita dall’Unione Europea non verrà attuata in breve tempo, già si sentono gli effetti di questa decisione irreversibile, che spaventa e crea incertezza tra molti cittadini britannici ed europei

La premier Theresa May ha annunciato che i cittadini dell’UE già residenti in Gran Bretagna da cinque anni possono restare anche dopo la Brexit. Una decisione che tuttavia non ha rimosso le paure di molti stranieri. I dettagli restano poco chiari. Specie per quanto riguarda l’economia. Quali saranno le conseguenze per un imprenditore britannico che deve importare merci dall’Europa. Diventeranno sempre più costose? Quale futuro per molte aziende? Immaginate di vivere poi in Irlanda del Nord, si potrà ancora facilmente fare affari con i colleghi europei dell’Irlanda?

I nostri inviati hanno sentito il parere di chi vive nel Regno Unito e in Irlanda. Britannici, irlandesi, ma anche cittadini stranieri residenti a Londra. Il nostro primo reportage ci porta nella City dove Valerie Gauriat ha incontrato lavoratori e gli uomini d’affari che già sentono il peso della Brexit.

Il nostro secondo reportage ci porta in Irlanda del Nord, destinata a lasciare l’UE, mentre l’Irlanda resterà parte dell’Unione. La libera circolazione delle merci e delle persone attraverso il confine non sarà più possibile con la Brexit. Senza contare tensioni sul fronte politico. Quale futuro per il Paese dopo il conflitto? Torneranno nuove tensioni e nuove violenze? Dopo tutto, l’accordo di pace tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord si basava sul fatto che facevano parte dell’UE. Hans von der Brelie ha cercato delle risposte

Infine parleremo con Charles Grant esperto di Brexit e delle relazioni con l’UE. Secondo Grant la linea della May resta una Hard Brexit. “Le proposte particolari che ha avanzato sui diritti dei cittadini dell’Unione in Gran Bretagna erano prevedibili, ed sono in linea con quanto previsto dall’Unione europea. Ma non è sufficiente per l’UE.”