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Brexit: per i cittadini Ue le garanzie di Theresa May "sono il minimo"

E Michel Barnier chiede al Regno Unito "più ambizione, chiarezza e garanzie"

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Brexit: per i cittadini Ue le garanzie di Theresa May "sono il minimo"

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Le garanzie promesse dalla premier britannica ai cittadini europei non soddisfano Michel Barnier. Il negoziatore capo per la Brexit della Commissione europea si è espresso in un tweet in cui chiede a Londra “più ambizione, chiarezza e garanzie”.

Un’opinione ad altissimo livello istituzionale condivisa da molti cittadini. Per chi già vive nel Regno Unito, l’assicurazione di Theresa May che a nessuno di quelli che risiedono ora legalmente nel paese sarà chiesto di andarsene dopo la Brexit non ha nulla di epocale. Dice il portoghese João Félix: “Non mi sono mai aspettato uno scenario da film horror con espulsioni generalizzate dal Regno Unito. Theresa May sta sbandierando quel che è il minimo che ci si poteva aspettare. Chiunque sia arrivato prima dell’attivazione dell’Articolo 50 dovrebbe avere gli stessi diritti che ci spetterebbero in un paese membro dell’Unione europea”.

In particolare, i 27 esigono che i cittadini dell’Unione possano far valere i propri diritti attraverso la Corte di giustizia europea, ma May non vuole sentirne parlare. Dennis Abbott, cittadino britannico residente a Bruxelles propone la sua soluzione: “Qualunque persona ragionevole penserebbe: lasciamo che la Corte di giustizia europea fissi le linee guida e i tribunali britannici le interpretino per i cittadini europei in Gran Bretagna. I cittadini europei che lavorano in Gran Bretagna da anni meritano gli stessi diritti, non dovrebbero essere considerati cittadini di serie B in Gran Bretagna. Allo stesso modo… io vivo in Belgio da 17 anni, perché dovrei essere un cittadino di serie B in Belgio?”

L’obiettivo dell’Unione europea, ha precisato Barnier, è di avere lo stesso livello di protezione della legge dell’Unione europea.