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Almaty: la città dai mille colori


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Almaty: la città dai mille colori

E’ stata soprannominata la città dai mille colori, è Almaty, capitale culturale e la più grande metropoli del Kazakistan. La sua storia risale ai tempi della Via della Seta. Green, eco-friendly e molto dinamica, è il cuore finanziario del paese, una fonte di ispirazione, e non solo per chi ci vive.

La città dai mille colori

Circondata dalle montagne, la “città dei giardini” attrae molti turisti provenienti da tutto il mondo. Turisti come Dennis Keen, un americano, che dopo aver studiato qui, si è innamorato del posto. Ha lasciato la California e ora vive qui da anni. Conosce ogni angolo della città, tanto da aver creato una guida molto divertente: “Walking Almaty”. “Questa è la vera la meraviglia di Almaty, è la Cattedrale dell’Ascensione. L’edificio è stato costruito con gli abeti rossi di Tian Shan; è stato progettato così bene che a distanza di un centinaio di anni, da quando è stato fatto, queste strutture sono ancora in ottime condizioni, conosco l’architetto che stava lavorando alla restaurazione di questa Cattedrale ortodossa e quando sono stati fatti i lavori sembrava ancora nuova di zecca”, ci racconta Dennis.

Il Teatro dell’Opera, tra mito e realtà

Ad affascinare Dennis e non solo anche l’Abay Opera House. Il teatro, di opera e balletto, costruito nei primi anni ’40 fu il primo edificio in cui sono furono utilizzati decorazioni nazionale kazake. Al centro vediamo un ragazzo suonare la dombra, lo strumento nazionale, e accanto a lui ci sono figure, che sembrano vere, che raccolgono mele, perché Almaty è la città delle mele. È qui che questa frutta sembra essere nata. Mele selvatiche che crescono nei boschi fuori città. L’interno del teatro narra una storia particolare, quella di un antico guerriero e della sua tomba scoperta nella regione di Almaty. Secondo la leggenda fu sepolto con un abito d’oro e ora la gente lo chiama “l’uomo d’oro”, uno dei simboli del paese. Askar Buribayev, Direttore del Teatro ci racconta che una sala interna è decorata con gli elementi del costume del guerriero d’oro. “Potete vedere anche il leopardo dorato, simbolo della città, perché questo animale vive sulle montagne del Trans-Ili Alatau”.

Relax e natura a pochi km dalla metropoli

La stazione sciistica di Schimbulak nella valle del Medeu si trasforma, in estate, in una grande palestra naturale all’aperto. Punto forte è la pista di pattinaggio a 1.691 metri sopra il livello del mare. Le montagne sono così vicine alla città che molte persone vengono a fare delle escursioni anche dopo il lavoro. Le montagne si trovano a 15 chilometri di distanza dalla super città tecnologia di Almaty, e sono un posto da sogno, un paesaggio cinematografico come ci ha spiegato anche il regista Kanagat Mustafin, che ha qui appena girato alcune scene del suo ultimo film “The most beautiful”. “Sono nato e cresciuto ad Almaty, è la mia amata città, non la cambierei mai per nessuna altra al mondo. Ecco perché tutte le scene dei miei film si svolgono ad Almaty e i miei eroi sono di questa città”, ci spiega il regista.

Mercato green, tra prodotti tipici e musiche kazake

Persone coraggiose proprio come Dennis. Che ha deciso di lasciare gli Stati Uniti per sempre. Appena arrivato ad Almaty, ha cominciato a imparare la lingua, non proprio facile. E a studiare tutti i nomi delle strade, scoprendo che molte sono intitolate a famosi musicisti kazaki. Da qui l’idea di una mappa virtuale delle “strade musicali” della città. “Il sistema è semplice, è come per le mappe di Google, mentre si cammina è possibile cliccare sulla strada in cui che ci si trova, ora noi siamo sulla strada di Kulash Baiseiytova, una delle cantanti liriche più famose . Potete anche leggere una breve biografia che ho scritto su di lei, la chiamavano “l’usignolo kazako” per la bellezza della sua voce”, ci fa notare Dennis.

Dennis organizza spesso dei tour anche nel famoso mercato green. Tanti i visitatori, c‘è chi viene qui per cercare nuove idee e nuove ispirazioni per il proprio lavoro. Questo edificio costruito negli anni ’70 è un perfetto esempio del costruttivismo sovietico. Le 9 cupole sembrano quasi delle piramidi, fanno filtrare all’interno una luce naturale incredibile, tutto è etereo qui. Per finire il nostro tour, appuntamento in un tipico ristorante locale dove si possono degustare le prelibatezze kazake e il piatto tipico Beshbarmak: carne di cavallo, pasta e salsa di cipolla. La cena dei nomadi. Ma la vera sorpresa arrivata alla fine della nostra visita ad Almaty. Un concerto di musica locale. Per immergersi totalmente nelle atmosfere di questa città dalle mille sfaccettature.

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