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"Ius Soli": cosa c'è da sapere

il tema tiene unite le diverse anime del Pd, che devono vedersela con la dura opposizione del centrodestra

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"Ius Soli": cosa c'è da sapere

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Dopo l’approvazione alla Camera nel 2015, in Italia si torna a discutere di “Ius Soli”, ovvero il diritto di cittadinanza per i figi di stranieri nati in Italia. Lo stallo sulla legge è stato denunciato da una petizione promossa dal movimento “italiani senza cittadinanza” sul sito change.org in cui si chiede di velocizzare il dibattito sulla legge, ormai parcheggiato al Senato da più di un anno.


In attesa che riprenda la discussione a Palazzo Madama, dopo l’ultima bagarre dei giorni scorsi, continua la polemica. I democratici stanno spingendo per un’approvazione entro la fine della legislatura, adesso che è stato incassato il via libera di Alleanza Popolare. Ancora contrari i Cinque Stelle, Lega e Forza Italia.


Sono ormai più di un milione i figli degli stranieri in Italia, tre su quattro. Soltanto nell’ambiente scolastico, gli alunni stranieri sono oltre 814mila, per la metà ragazze. Una popolazione che, rivela L’Istat, nella maggior parte dei casi (38%) si sente italiana, contro il 33% che si definisce straniero.

In Italia fino ad oggi il diritto di cittadinanza si è basato su una legge del 1992, secondo cui a valere è il principio dello “ius sanguinis”, ovvero un bambino nato in Italia, é italiano se almeno uno dei genitori è italiano. Un figlio di stranieri, anche se partorito sul suolo italiano,può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni.

La legge in discussione al Senato, introduce due nuovi diritti: lo “ius soli temperato”, ovvero il rispetto di certe condizioni e lo “ius culturae”. In base al primo un figlio di stranieri può ottenere il diritto alla cittadinanza, se almeno uno dei due genitori, si trova legalmente in Italia. Nel secondo caso possono chiedere la cittadinanza, i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano superato almeno un ciclo scolastico.In Europa, la maggior parte dei paesi adotta il principio dello “ius sanguinis” e in alcuni casi invece viene preso in considerazione uno “ius soli temperato”.

Dure le critiche nei confronti del provvedimento, soprattutto da parte del Movimento Cinque Stelle. Grillo promette astensione, definendo il disegno di legge “un pastrocchio invotabile”. Nelle ultime ore in un post a firma del M5S sul blog di Beppe Grillo dal titolo “Per uno ius Europeum” si è anche parlato della necessità di coinvolgere nel dibattito il Parlamento Ue e il Consiglio. Affermazione alla quale ha risposto il Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinnaza Avramopoulos che ha liquidato la questione senza commentare, parlando di una “competenza strettamente nazionale”.