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Addio a John Avildsen: è morto il papà di "Rocky"


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Addio a John Avildsen: è morto il papà di "Rocky"

John Avildsen ha gettato la spugna a 81 anni. Combattente nella vita, come nelle storie che ha portato sullo schermo, il regista padre del primo, emblematico, Rocky e della saga Karate Kid, era da tempo stato messo alle corde da un cancro al pancreas.

A informare del decesso, avvenuto al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, è stato il figlio maggiore Anthony, che ha rilasciato una dichiarazione al Los Angeles Times.

Suo il tocco da Re Mida, che nel 1976 traformò l’american dream di un pugile italo-americano a Filadelfia nell’apripista di una saga, poi destinata a segnare un’epoca. Girato nel 1976 con un budget di appena poco più di un milione di dollari dell’epoca, “Rocky” iniziò la lunga marcia che l’avrebbe iscritto nella storia del cinema, già alla successiva cerimonia per gli Oscar. Tre statuette e una zampata indelebile nella storia di Hollywood, che Stallone saluta oggi, dicendosi certo che continuerà a firmare capolavori anche in Paradiso.

The great director John G. Avildsen Who won the Oscar for directing Rocky! R. I. P. I’m sure you will soon be directing Hits in Heaven Thank you , Sly

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Tra gli elementi che contribuirono al successo di“Rocky”, la celebre colonna sonora di Bill Conti e le scene degli allenamenti che Avildsen raccontò di aver in buona parte improvvisato. Qui il loro dietro le quinte nel racconto fatto da lui stesso fatto alla Directors Guild of America, l’associazione dei registi statunitensi





Dal ring al tatami, Avildsen declina poi nel 1984 il sogno americano in “Karate Kid”: sullo schermo il Ralph Macchio de I ragazzi della 56a strada, il regista riesce anche in questo caso a cogliere lo spirito di un’epoca, gli anni ’80, e a marcare l’immaginario con memorabili scene di allenamenti e combattimenti come il famoso “metti la cera e togli la cera” con cui il maestro Miyagi insegnava al protagonista a parare i colpi e il “colpo della gru” che gli vale l’immancabile vittoria finale. Un successo che anche in questo caso apre le porte a una saga, che fin da subito mostra tuttavia di non avere peso e argomenti per replicare quello di Rocky.





Saghe hollywoodiane a parte, i cinefili ricordano John G. Avildsen anche per Salvate la tigre, titolo del 1973 che regalò a Jack Lemmon il solo Oscar da attore protagonista della sua carriera.

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