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Una Brexit dura con una maggioranza debole: la "mission impossible" di Theresa May

The Brief: l'appuntamento quotidiano con l'attualità europea da Bruxelles

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Una Brexit dura con una maggioranza debole: la "mission impossible" di Theresa May

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Theresa May non è riuscita a garantire una maggioranza più forte in Parlamento, ma la strategia del suo governo non è cambiata: vuole una Brexit dura e preferisce non raggiungere alcun accordo, piuttosto che ottenere uno sfavorevole.
Tuttavia, ci sono delle richieste di compromesso su alcune delle sue cosiddette linee rosse.
Bruxelles aspetta che controparte britannica, chiunque sia, si sieda al tavolo perché l’orologio dei 2 anni continua a ticchettare.
Intanto, le squadre da entrambe le parti si stanno preparando alle discussioni.
Per parlare delle possibili implicazioni sulla tabella di marcia o sulla strategia della May, è con me in studio il mio collega del servizio inglese, James Franey.
James, credi che alla fine i britannici riusciranno a sedersi al tavolo dei negoziati lunedì come previsto?

“C‘è una certa confusione, Efi. Il ministro per la Brexit David Davis ha affermato che quantomeno ciò avverrà durante la prossima settimana. Non sappiamo in questa fase se i colloqui inizieranno il 19 giugno come previsto. C‘è ancora la spinosa questione sull’accordo da raggiungere con il partito degli unionisti dell’Irlanda del Nord.
Theresa May ha bisogno di questo prima di poter avviare qualsiasi attività parlamentare. Naturalmente la priorità è la Brexit. C‘è da dire che c‘è solo un lato che è “forte e stabile”, è l’UE dei 27.”

Theresa May sarà in grado di mantenere la strategia per una “Brexit dura” dopo aver perso la maggioranza?

“Questo è quanto dice il Primo Ministro. Ciò sembra molto improbabile perché non avrà possibilità di manovra in parlamento. Dovrà trovare intese con i pro-Brexit moderati, chi intende rimanere, ma anche con i partiti di opposizione. La politica britannica è molto conflittuale. Con una grande maggioranza avrebbe potuto imbattersi in una più difficile Brexit come voleva. Adesso dovrà ingraziarsi anche gli avversari. Molti elettori in Gran Bretagna potrebbero vedere tutto questo di buon occhio perché contribuirebbe alla democrazia”.

Grazie James.

Più tardi Theresa May sarà a Parigi per incontrare il presidente francese che, al contrario di lei, sembra essere il vincitore assoluto delle ultime elezioni in Europa.
Ecco cosa si aspetta da questi nuovi sviluppi l’eurodeputato laburista Richard Corbett:

Oggi il Collegio dei Commissari dovrebbe decidere se lanciare o meno delle procedure di infrazione contro gli Stati membri che rifiutano di seguire lo schema europeo di ricollocamento dei migranti. Polonia e Ungheria si sono rifiutate di accogliere i rifugiati che avrebbero dovuto ospitare in base a questo piano, concordato nel 2015, che punta a trasferire 160.000 richiedenti asilo dall’Italia e dalla Grecia. Repubblica Ceca e Slovacchia hanno anche contestato la strategia dell’UE. Nel pomeriggio il commissario europeo all’immigrazione chiarirà quali saranno i prossimi passi.