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Francia, primo turno politiche: gli sconfitti

La disfatta delle destre e delle sinistre

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Francia, primo turno politiche: gli sconfitti

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Volti tirati, sorrisi forzati. I principali partiti francesi ci mettono poco a riconoscere la sconfitta. Il primo è la formazione della destra gaullista Les Républicains, che in un mese perde la presidenza, dopo una vittoria a lungo annunciata e il primo turno delle politiche. Il leader François Baroin :

Chi si è astenuto, o ha fatto una scelta diversa al primo turno, chi ha espresso rabbia ed esasperazione si aspetta dei poteri equilibrati e non concentrati in una sola e unica parte.

Spera nel secondo turno anche Marine Le Pen , il cui partito di estrema destra, il Fronte Nazionale , fa un risultato ben al di sotto delle aspettative:

All’Assemblea nazionale servono dei veri deputati d’opposizione, contro la politica catastrofica di Macron. Il presidente si prepara a saccheggiare il diritto del lavoro, e a gettare nel precariato milioni di dipendenti, senza portare nulla di positivo alle aziende.

Ancora più amare le parole di Jean-Chrostophe Cambadélis , il Primo segretario del Partito socialista , che tra l’altro perde il proprio seggio già al primo turno:

Il primo turno delle elzioni politiche segna un arretramento senza precedenti della sinistra nel suo insieme e del partito socialista in particolare. Vi chiedo di mobilitarvi al secondo turno per dare alla sinistra e al PS i mezzi di difendervi.

Cambadélis parla dunque anche della France insoumise, la Francia ribelle di Jean-Luc Mélenchon , che esce tutt’altro che indenne dalla prima tornata elettorale. Mélenchon però si sofferma sull’astensione per avvertire il governo: il suo programma, in particolare in materia di riforma della legislazione sul lavoro, non ha la maggioranza nel paese.