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Il boss Graviano intercettato in carcere: "Berlusconi è un traditore"


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Il boss Graviano intercettato in carcere: "Berlusconi è un traditore"

Tra le carte del processo stato-mafia in corso a Palermo spunta il nome dell’ex premier Silvio Berlusconi. I pm palermitani hanno depositato alcune scottanti intercettazioni eseguite nel carcere di Ascoli Piceno, dov‘è rinchiuso il boss mafioso Giuseppe Graviano. Durante l’ora d’aria, parlando con un altro detenuto, Graviano sembra riferirsi a Berlusconi e all’epoca della sua discesa in campo alla testa di Forza Italia.

“Quando si è trovato ad avere un partito cosi, nel 94, si è ubriacato – dice – e non ha diviso quello che ha “con chi lo ha aiutato”. Per questo ha preso le distanze ed è diventato un traditore.
Graviano, capo mafia del quartiere Brancaccio e referente di Gaspare Spatuzza, il pentito che ha per primo parlato di contatti con Berlusconi e dell’Utri all’epoca della nascita di forza italia, sta scontando l’ergastolo al 41bis per le stragi mafiose del ’92 e del ’93.

In un altro passaggio registrato il boss farebbe riferimento al fatto di essere stato abbandonato da Berlusconi a morire in carcere senza alcuna ricompensa.
Accuse respinte al mittente dall’avvocato di Berlusconi Niccolo Ghedini: “mai nessun contatto con Graviano, dice, ogni volta che Berlusconi è impegnato in momenti delicati della vita politica italiana appaiono notizie infamanti”.
Il riferimento è al ruolo di primo piano che Berlusconi ha assunto nelle ultime settimane nella trattativa sulla nuova legge elettorale, ormai apparentemente tramontata.