ULTIM'ORA

Lettura in corso:

Prezzi delle case: chi ride e chi piange in Europa


mondo

Prezzi delle case: chi ride e chi piange in Europa

Il mercato immobiliare in Europa ha vissuto alti e bassi nei primi 17 anni del 21esimo secolo e i dati dell’Eurostat sulla fluttuazione dei prezzi nel 2016 riflettono questa situazione. Sono stati 17 anni positivi per i proprietari di case in paesi come Malta e Svezia. Di tutt’altro segno l’andamento del mercato in paesi come Polonia e Romania, dove i prezzi sono calati del 9% dal 2009. Un dato influenzato dal crollo del 2009 (-27%), anche se nel 2015 e 2016 è stata registrata un’inversione di tendenza.

La crisi del 2008 si è ovviamente riflessa sui prezzi delle case in tutta Europa. La Germania è stata tra i paesi che hanno gestito meglio la crisi, tanto da registrare una crescita, seppur modesta, dell’1,2% nel 2009. Anche Malta, il paese in cui si è registrato il maggior rialzo dei prezzi dal 2001 (+6,1%), ha visto calare il valore degli immobili nell’anno in cui la crisi è deflagrata. In Grecia, dove le proteste anti-austerity continuano ad essere all’ordine del giorno, il calo dei prezzi non è stato così drastico come ci si sarebbe potuto attendere. Nonostante i prezzi siano calati in ogni anno dal 2008, il tasso di declino è stato relativamente basso e si è sempre tenuto al di sotto del 5%.

La nazioni dove la crescita è stata più stabile sono state Svezia e Lussemburgo. Come Malta, anche la Svezia ha visto i prezzi calare solo nel 2008 (-2%). Dal 2008 in poi la crescita non è stata costante: dal +6,4% del 2010 si è passati a due anni di crescita zero per poi registrare una nuova impennata nel 2013 (+4,7%). Nei prossimi anni il mercato immobiliare in Svezia e negli altri paesi nordici dovrebbe continuare a crescere. A perdere di valore nei prossimi anni saranno gli immobili della Gran Bretagna post-Brexit. Secondo un recente sondaggio:https://www.pwc.com/gx/en/industries/financial-services/asset-management/emerging-trends-real-estate/europe-2017.html sulle imprese paneuropee il il 92% degli intervistati ritiene che gli investimenti sul mercato britannico crolleranno. Un’inversione di tendenza causata in gran parte dal referendum per l’uscita dall’Unione Europea.

A beneficiarne sarà soprattutto la Germania dove, sempre secondo gli imprenditori intervistati, si registrerà un boom del mercato immobiliare. Berlino, Amburgo e Francoforte sono in testa alla classifica delle città dove il mercato ha prospettive di crescita maggiori, mentre Londra è solo 27esima, davanti solo ad Istanbul, Atene e Mosca. Birmingham, Manchester ed Edimburgo precedono la capitale inglese: un dato che lascia pensare che la chiave per sostenere la crescita del Regno Unito post-Brexit potrebbe essere quella di spostare gli investimenti al di fuori della capitale.

Nell’Europa continentale e nell’Eurozona il tema dei prezzi delle case è tra i più delicati. Nonostante le cifre più recenti siano positive (i dati del 2016 vedono solo Italia e Grecia in difficoltà), funzionari e regolatori restano cauti:https://www.bloomberg.com/news/articles/2016-11-04/europe-s-housing-market-is-simmering-not-bubbling. Gli attori principali sono ancora vigili sullo sviluppo dei mercati, con il collasso di Spagna e Italia ancora fresco nella memoria collettiva. Un umore colto nel 2016 dalla Banca Centrale Europea, secondo cui le vulnerabilità devono essere monitorate con attenzione.

mondo

Russia: corsa dei trattori al cardiopalma