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Clima: tsunami di dichiarazioni dopo dietrofront di Trump


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Clima: tsunami di dichiarazioni dopo dietrofront di Trump

Il passo indietro di Donald Trump sul clima forse era atteso, ma questo venerdì è stato comunque uno tsunami di dichiarazioni, sulla scelta del presidente Usa. Le prime manifestazioni di protesta si sono avute in Germania, dopo quelle di giovedì sera, di fronte all’ambasciata americana dove i verdi hanno espresso il loro disappunto con carteli come Trump contro il pianeta.

Anche la cancelliera Angela Merkel pur cercando di rimanere quanto più fredda possibile ha comunque affermato che: “l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi è cosa assai triste, per il momento non dirò altro”.

Molto più dure le espressioni di altri politici come il premier francese Édouard Philippe che in diretta radiofonica, ha definito una calamità la decisione di Trump. Il presidente della commissione europea, Jean Claude Juncker, ha mostrato insoddisfazione, ma ci ha tenuto ad essere chiaro, “Non c‘è marcia indietro per la transizione energetica e non si può rinegoziare ll’accordo di Parigi”.

Aldilà delle indubbie ricadute sull’ambiente, questa decisione di Trump rischia di ridisegnare rapporti e strategie. Il preisdente americano considera l’accordo di Parigi troppo favorevole a Pechino. Quest’ultima ne approfitterà per cercare di sostituirsi a Washington nel creare rapporti priviligeiati con cancellerie che da sempre guardano verso l’America.

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