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Venezuela: sospeso vertice dell'Osa, spaccato sulla crisi

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Venezuela: sospeso vertice dell'Osa, spaccato sulla crisi

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Un Venezuela diviso a fronte di una comunità internazionale divisa. Dopo due mesi di proteste contro il Presidente Nicolas Maduro, a Caracas sono scesi in strada ancora una volta i suoi sostenitori. Manifestazione non casualmente organizzata mentre a Washington si svolgeva il vertice dei Ministri degli Esteri dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), spaccata sulla crisi in Venezuela.

Luis Exequiel Alvarado Ramirez, ambasciatore del Nicaragua: “Chiediamo la cessazione delle azioni ostili e del linciaggio politico fatto a livello internazionale ai danni del governo bolivariano della Repubblica del Venezuela” ha detto.

“Facciamo appello al governo del Venezuela affinché ponga fine alla repressione della popolazione civile che scende in strada a protestare, affinché rispetti la vita dei manifestanti e liberi i prigionieri politici” è stata la posizione espressa dalla Ministra degli Esteri colombiana Maria Angela Holguin.

Continuano intanto le proteste dell’opposizione antichavista che chiede di bloccare il processo lanciato da Nicolas Maduro per creare una Costituente e riscrivere la legge fondamentale dello Stato. Incurante delle critiche dell’opposizione, il Capo dello Stato ha regolarmente inaugurato mercoledì l’iscrizione dei candidati all’Assemblea Costituente. Il leader dell’opposizione Henrique Capriles dal canto suo ha dichiarato che ogni esponente dell’opposizione che dovesse presentarsi candidato sarebbe considerato un “traditore”.

Un avvitamento della grave crisi economica, sociale e politica in cui è sprofondato il Paese che ha avuto i primi riflessi concreti all’estero: mercoledì il Presidente del Parlamento venezuelano Julio Borges, in visita a Bruxelles, ha chiesto al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani che vengano adottate delle sanzioni contro il regime di Nicolas Maduro. Il Parlamento di Caracas, controllato dall’opposizione antichavista, è la sola istituzione venezuelana che non sia in mano al governo. Da mesi Maduro accusa il Parlamento d’essere il responsabile di un tentativo di colpo di Stato.