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Vaccini: Europa procede in ordine sparso


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Vaccini: Europa procede in ordine sparso

Vaccini sì o vaccini no? In Italia la polemica infuria, con 12 vaccini resi obbligatori per i bambini, e alcuni genitori e medici che invece sono contrati, ritenendoli o inutili o addirittura dannosi. Le credenze sono tante, dal fatto che causino autismo all’idea che chi sviluppa la malattia poi sia più forte fino alla convinzione che i vaccini siano fatti per favorire le multinazionali del farmaco. Prima l’obbligo era per 4 vaccini.

Come al solito il territorio migliore di questa propaganda è internet. Molte le iniziative nate sulla rete contro i vaccini e in nome della libertà di scelta. L’Italia è però l’unico paese che ne prevede così tanti. Impone ai bambini da 0 a 6 anni di essere vaccinati contro 12 malattie per potersi iscrivere al nido o alla materna. Il Paese nel 2014 era stato scelto per guidare fino al 209 le strategie e le campagne vaccinali nel mondo.

Roma, ha scelto dunque la strada dell’obbligatorietà. C‘è chi, invece, all’obbligo preferisce la raccomandazione. E chi ancora, come la Germania, ha adottato, unica in Europa, una via intermedia: nessun obbligo, ma necessità di un certificato per l’iscrizione a scuola. Berlino sta afrontando in questi mesi un problema con una epidemia di morbillo. In una quindicina di paesi europei, soprattutto a est, la vaccinazioe non è invece obblogatoria. Come spesso accade l’Unione Europea procede dunque in ordine sparso e questa difformità genera problemi. È il caso della Romania, uno dei Paesi più liberali, i casi di morbillo nel 2017 hanno subito un’impennata. Da gennaio 2016 a marzo 2017 si sono registrati 3800 contagi, il numero più alto in Europa. Nel 2015 i casi erano stati solo sette, senza vittime. Quest’anno diciassette i morti.

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