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Venezuela: proteste a New York contro Goldman Sachs


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Venezuela: proteste a New York contro Goldman Sachs

“Vergogna Goldman Sachs”. Una manifestazione di protesta, seppur di modeste dimensioni, si è tenuta davanti alla sede di Manhattan per denunciare la decisione della banca d’affari d’acquistare bond emessi da Caracas per 2,8 miliardi di dollari. Scandaloso aiuto alla dittatura di Nicolas Maduro, secondo i manifestanti.

“L’immoralità e l’avidità dell’accordo tra Goldman Sachs e la Banca Centrale del Venezuela controllata da Nicolas Maduro attraverso intermediari avrà come unico effetto d’aumentare la repressione di Maduro ai danni del popolo” dice Eduardo Lugo, leader della protesta a New York, probabilmente la prima organizzata al di fuori del Venezuela.

“Abbiamo investito nei bond emessi dalla compagnia petrolifera del Venezuela perchè riteniamo che la situazione nel Paese sia destinata a migliorare” si è giustificata la banca reagendo alla notizia diffusa domenica dal Wall Street Journal. Intanto per le strade di Caracas continua la lotta dell’opposizione contro la decisione del governo di cambiare unilateralmente la costituzione. La scorsa settimana il Capo dello Stato aveva annunciato l’avvio del processo per la formazione dell’Assemblea Costituente. La stesura e l’entrata in vigore del nuovo testo non prevedono, in alcun momento, un passaggio referendario.

Ma per i sostenitori di Maduro, scesi in strada ancora ieri per dare appoggio al paladino del chavismo, la scelta è più che giusta. “Per quelli che dubitano sempre, per quelli che si spaventano dell’audacia politica, oggi possiamo dire che Nicolas ha avuto ragione a convocare l’Assemblea Costituente che significa convocare il potere del popolo” ha detto Elias Jaua, fedele chavista della prima ora, da poco eletto Presidente della Costituente.

La crisi nel Paese andino si è aggravata due mesi fa: da inizio aprile circa 60 persone sono morte negli scontri con la polizia. Si tratta di manifestanti uccisi nella maggior parte dei casi da colpti d’arma da fuoco o colpiti dai bossoli dei gas lacrimogeni utilizzati dalla polizia. Diverse centinaia le persone rimaste ferite nelle manifestazioni che si susseguono quotidianamente in tutto il Paese.