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Polonia: la paura della Russia di Putin


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Polonia: la paura della Russia di Putin

Michal è un polacco di 18 anni ma non è soltanto un pompiere volontario. Fa anche parte di un gruppo paramilitare chiamato THE SHOOTERS.

Siamo in una cittadina a 80 km dalla capitale polacca Varsavia. Da quando la Russia ha annesso la Crimea infiammando l’Ucraina orientale i polacchi si sentono meno sicuri. Cosi’ decine di giovani atletici integrano le unità di difesa. Un fenomeno che ha il vento in poppa.

In realtà i THE SHOOTERS erano sorti nel 1910, sono una delle associazioni piu’ vecchie.

Nelle esercitazioni si adoperano solo armi false ma Michal e suo padre di arma ne hanno una vera ben nascosta a casa loro. Per andare all’esercitazione del fine settimana Michal prepara la sua arma giocattolo.

Filming Polish paramilitary group SJS Strzelec - Part 1

L’ equipaggiamento di Michal è costato l’equivalente di 500 euro. Il pezzo di cui piu’ va fiero è giubbotto antiproiettile dei Navy Seals.

Ma una diffusione maggiore delle armi non è anche un pericolo?

MICHAL KURZAWA, paramilitare: “Credo che dovrebbe essere piu’ semplice procurarsi armi in Polonia perchè esistono delle minacce contro il nostro paese provenienti dai confini orientali ed anche dal terzo mondo …. quando si parla di allenamenti penso che tutti dovrebbero poter accedere facilmente alle prove di tiro. Dovrebbero esserci delle linee di tiro in ogni città in modo che la popolazione possa essere meglio preparata.”

I reparti della Difesa Territoriale

Mentre Michal si allena in attività di ricognizione presso una zona camping per famiglie in una foresta locale, il governo polacco ha varato i Reparti di Difesa Territoriale – una sorta di milizia allo scopo di migliorare la difesa polacca contro lo scenario di una “invasione ibrida” (dalla Russia ) -; fino al 2023, queste unità civili dovrebbero arrivare a contare 53.000 miliziani cioè un numero che equivale alla metà dell’attaule esercito polacco composto da 100.000 soldati.

Hans von der Brelie, euronews: “Insomma in Polonia questo è il dibattito in corso: quali armi possono maneggiare i paramilitari, armi pesanti? Armi leggere? Droni? Quali sarebbero i vantaggi per la difesa della Polonia e per il concetto di difesa della Nato? Non si può fare a meno di chiedersi come evolvano le cose … nel frattempo lasciamo che il nostro drone cominci a dare un’occhiata a quel che sta succedendo…”

Filming Polish paramilitary group SJS Strzelec - Part 2

Il governo populista polacco vuole integrare i volontari paramilitari nella futura FORZA DI DIFESA TERRITORIALE. Il costo di questa nuova milizia si aggira sugli 800 milioni di euro.

Euronews ha saputo che Varsavia opta per un concetto di fanteria leggera. L’armamento principale saranno fucili fabbricati in Polonia, missili antiaerei, missili anticarro e droni.

Ma la Polonia è veramente minacciata? Per Michal si’, le maggiori minacce per la Polonia sono la nazione russa e Putin.

A cosa serve la Milizia?

Nel peggiore dei casi la milizia territoriale potrebbe assumere compiti di guerriglia. Ma non si sa quanto realistico possa essere lo scenario di minaccia di attacco ibrido dalla Russia. Non esiste una minoranza russa o gruppi affini in Polonia. In caso di conflitto armato, un enorme attacco convenzionale contro la Polonia orientale potrebbe essere lo scenario più realistico. Ma per fermare un’invasione di carri armati, la fanteria leggera dei paramilitari non sarà efficace…..

Le speranze del governo polacco

Mentre 17mila polacchi hanno risposto alla chiamata ufficiale per incoroporarsi alle forze territoriali di difesa Michal dice no. Ammira l’esercito professionale piu’dei volontari part time che stanno creando la loro autonoma catena di comando parallela alla forza armata.

MICHAL KURZAWA: “Dando vita a questa forza territoriale il Ministro alla Difesa Macierewicz sta creando il suo proprio esercito. Guardate cosa fa la NATIONAL GUARD negli USA che puo’ servire ad andare contro il popolo, non mi piace questo concetto…”

Tre donne partecipano alla locale unità di SHOOTERS di Michal composta da 25 membri. Al comando c‘è un ex soldato con esperienza bellica. A Zbiegniew Antolak-Gaczynski è stato chiesto tre volte dal Ministero della Difesa di assumersi la responsabilità della struttura regionale della FORZA TERRITORIALE DI DIFESA. Ma ha detto no:

ZBIGNIEW ANTOLAK-GACZYNSKI, comandante: “Non sono nella testa del nostro ministro della difesa, quindi non sappiamo cosa stia progettando … formalmente, guardando il testo della nuova legge, leggendo i regolamenti, diventa chiaro che questa FORZA TERRITORIALE di DIFESA potrebbero essere utilizzata non solo nel modo che viene annunciato ufficialmente…”

Filming Polish paramilitary group SJS Strzelec - Part 3

Questa fortezza di epoca zarista è la sede della FORZA TERRITORIALE. Il portavoce Marek Pietrzak mette in evidenza i vantaggi: i civili locali sono motivati a difendere le proprie case e conoscono meglio le infrastrutture locali. Lui respinge con forza ogni critica.

MAREK PIETRZAK, portavoce Difesa Territoriale:
“ Non c‘è rischio che la FORZA TERRITORIALE vada contro i cittadini di Polonia … – La creazione di questo reparto è una risposta alla mutevole situazione geopolitica, in particolare nell’Europa centrale e orientale … Noi non siamo soli in questa scelta. I primi paesi che avevano introdotto tale concetto sono stati la Svizzera e i paesi scandinavi. Ma anche nell’Europa centrale e orientale diversi paesi hanno creato un forza analoga, come gli Stati baltici, la Romania e la Bulgaria…”

Uno dei maggiori oppositori è l’ex ministro della difesa Tomasz Siemoniak. La Forza di difesa territoriale per lui è un spreco di soldi con un concetto di “esercito di partigiano” inadeguato al XXI secolo. Le risorse finanziarie dovrebbero essere meglio utilizzate per rafforzare la difesa cibernetica e acquistare attrezzature militari moderne come gli elicotteri.

TOMASZ SIEMONIAK, ex ministro alla difesa di Polonia:
“…un altro argomento è che questi saranno soldati della domenica invece questo tipo di formazione supplementare dovrebbe essere data ai riservisti che facciano parte dell’esercito regolare, depositari di capacità professionali. I riservisti possono essere un vero sostegno all’esercito regolare, non questo tipo di miliziani dei weekend….sono una fiction.”

Abbiamo incontratto anche Slawomir Sierakowski, analista politico, critico del governo populista di destra. Per lui costruire un esercito civile a tempo parziale serve solo al partito di governo per ragioni elettorali e non rende più sicuro il paese.

SLAWOMIR SIERAKOWSKI, POLITICAL ANALYST: “ Se organizzi 50 000 persone non è che il tuo elettorato: per il Ministro della Difesa significa 50 000 elettori insieme alle loro famiglie…”

Torniamo da Michal che ci presenta sua madre Monika, un insegnante, suo padre Alek, un fisioterapista e il fratellino Franek.

La famiglia condivide punti di vista e valori pro-europei, come la libertà, la tolleranza e la diversità, mescolati al patriottismo polacco: nella seconda guerra mondiale i nonni di Michal hanno combattuto nelle battaglie di Montecassino e Varsavia.

Intanto il sogno di Michal è diventare medico militare.