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Manchester, indagine sulla rete di Abedi


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Manchester, indagine sulla rete di Abedi

Proseguono le indagini sull’attentato alla Manchester Arena in cui hanno perso la vita 22 persone, mentre uscivano dal concerto di Ariana Grande. Si indaga sulla rete del kamikaze, otto i sospettati che rimangono agli arresti, tutti uomini, una donna arrestata poco dopo l’attentato, in Gran Bretagna, è stata rilasciata poche ore dopo.
Questo giovedì è stata passata al setaccio dagli artificieri un’abitazione di Wigan, cittadina a trenta chilometri da Manchester.
Il capo della polizia di Manchester Ian Hopkins, ha detto: “Voglio comunicarvi che gli arresti che abbiamo compiuto sono significativi e che durante le perquisizioni iniziali abbiamo trovato oggetti altrettanto significativi per l’inchiesta. Queste indagini dureranno ancora giorni quindi, come potete immaginare, ci saranno disagi per la popolazione”.
A Wigan è stato arrestato un uomo, il quinto della rete: durante le perquisizioni è stato rinvenuto del materiale ‘potenzialmente sospetto’ e sono intervenuti gli artificieri, la zona è stata isolata; non si capisce ancora se il kamikaze Abedi abbia costruito da solo la bomba o no, ma di certo la sua rete era importante ed arrivava fino in Libia, dove sono finiti in manette il padre e un fratello.


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