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Dolore e profondo shock a Manchester nel racconto dei sopravvissuti

Dolore e profondo shock a Manchester dopo l’attentato di lunedì sera che ha trasformato in un incubo il concerto della popstar Ariana Grande.

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Dolore e profondo shock a Manchester nel racconto dei sopravvissuti

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Dolore e profondo shock a Manchester dopo l’attentato di lunedì sera che ha trasformato in un incubo il concerto della popstar Ariana Grande. Una notte di terrore nei ricordi dei sopravvissuti e dei familiari di vittime e dispersi, secondo i media locali si sono perse le tracce di almeno dodici persone.

“Ho afferrato le mani dei miei amici e siamo scappati via, correndo abbiamo visto i corpi sul pavimento, fuori e dentro all’arena. C’erano pezzi di muro, detriti di tutti i tipi e scarpe ovunque”, dice una testimone. Il dramma di una madre che non ha notizie di sua figlia: “Sono scesa al piano di sotto, seguivo le informazioni e cercavo di mettermi in contatto con mia figlia Olivia ma non ci sono riuscita. Ci sono state molte telefonate, anche alla polizia ma in quel momento non sono stati molto utili perché era appena successo. Il mio cuore è a pezzi, perché non so dove sia, non so se sia ancora viva”.

Nessun controllo di sicurezza racconta una coppia di amici: “Non siamo stati controllati quando siamo entrati nell’Arena. Alcune persone con cui abbiamo parlato, ad esempio altri amici che avevamo incontrato sia prima che dopo il concerto, ci hanno detto che le loro borse non erano state controllate. Andiamo regolarmente a sentire dei concerti e siamo abituati ai controlli di sicurezza, ma qui non è successo”.

Dopo l’espolsione sono iniziate a fuggire le 20 mila le persone stipate nel secondo palazzetto più grande d’Europa.Molte vittime presentano ferite all’altezza delle gambe, probabilmente provocate da chiodi.