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Primi passi da donna libera di Chelsea Manning


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Primi passi da donna libera di Chelsea Manning

Torna libera Chelsea Manning. Aveva fornito a wikileaks delle informazioni militari e per questo era stata condannata a 35 anni, fino al 2045. Il 29enne, caporale dell’esercito Usa, passò nel 2010 a Julian Assange 700.000 documenti segreti del dipartimento di Stato e della Difesa e che furono pubblicati.

Barack Obama ha commutato la sua pena. La decisione dell’ex presidente dopo i due tentativi di suicidio da parte di Manning in carcere, dove stava cambiando sesso nella complicata situazione di un penitenziario maschile.

Nei giorni scorsi Edward Snowden aveva lanciato un appello a Obama per la liberazione di Manning. Dopo di lui era stato il turno di Julian Assange, leader di WikiLeaks, che aveva promesso che non si sarebbe opposto al suo trasferimento negli Stati Uniti se il suo ex informatore fosse stato graziato.

Washington insegue Assange da quando pubblicò decine di migliaia di documenti riservati sulle forze Usa in Iraq. Su Assange pende una condanna per violenza sessuale in Svezia, Paese che una volta catturato sarebbe pronto a consegnarlo agli Stati Uniti. Per questo motivo Assange si nasconde nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dal giugno 2012.

La nuova vita che aspetta Manning è avvolta nel mistero: sul suo futuro sono stati svelati pochi dettagli. Forse si trasferirà in Maryland, dove risiede la sua famiglia, per iniziare la sua nuova vita con in tasca i 150.000 dollari raccolti online per lei dai suoi sostenitori.

Uno dei primi tweet di Manning libera: