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Costa d'Avorio, soldati ribelli rifiutano offerta governo


Costa d'Avorio

Costa d'Avorio, soldati ribelli rifiutano offerta governo

I soldati ammutinati della Costa d’Avorio rifiutano la proposta del governo. Poco dopo che le autorità del Paese africano hanno annunciato una proposta per i militari in rivolta offrendo un conguaglio di 5 milioni di franchi, i soldati hanno rispedito l’offerta al mittente.

“Sette milioni di franchi o niente. E questo non è un colpo di Stato. Appena ci versano i soldi, torniamo nelle nostre caserme” dice un militare a Bouake, nel centro del Paese.

La somma in questione – corrispondente a circa 10.000 euro a testa – rappresenterebbe gli arretrati per i mancati pagamenti dal mese di gennaio ad oggi. Ad inizio anno la questione dello stipendio dei militari aveva già causato un primo ammutinamento.

Negli ultimi disordini, che hanno interessato anche la capitale Abidjan, almeno 20 persone sono rimaste ferite ed una ha perso la vita. I rivoltosi ci tengono a sottolineare che la loro azione non è contro il Presidente Alassane Ouattara:

“Questo non è un colpo di Stato. Ouattara è nostro padre. Abbiamo bisogno di lui. Tutto quello che chiediamo è di darci quel che ci spetta di diritto. Ecco tutto” afferma un altro soldato.

Di fatto la maggior parte dei militari che hanno imbracciato le armi contro le autorità del Paese – circa 300 persone – sono ex-ribelli che avevano appoggiato Ouattara all’epoca della grave crisi del 2010/2011 seguita alle elezioni presidenziali.

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