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Cresce l'ansia per i cittadini UE residenti nel Regno Unito

Giovedi il Parlamento europeo ha tenuto un'undienza per ascoltare le richieste di esperti ed attivisti impegnati per garantire i diritti dei cittadini UE in Gran Bretagna dopo la Brexit.

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Cresce l'ansia per i cittadini UE residenti nel Regno Unito

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I cittadini europei che vivono nel Regno unito chiedono a Bruxelles di tutelare i loro diritti. Giovedì un gruppo di esperti ed attivisti chiamato “The 3 million” – come il numero di cittadini UE i Gran Bretagna – è stato accolto al Parlamento europeo. Da dopo il referendum sulla Brexit è aumentata la discriminazione. “Abbiamo visto alcuni annunci di lavoro rivolti solo ai cittadini britannici – afferma una signora- alle persone vengono rifiutati contratti di affitto o l’apertura di conti correnti. Sta diventando sempre più difficile chiedere prestiti perché la banca vuole sapere se il cliente potrà rimanere nel Regno Unito o meno.
È necessario un accordo preliminare sul punto, sostiene il gruppo, e procedure semplici per ottenere il permesso di soggiorno nel Regno unito. Il governo britannico, afferma un avvocato, non sta assistendo i cittadini UE.
“Il governo ha invitato i cittadini europei a iscriversi per ricevere delle segnalazioni via email e basta. Ma io consiglio ai clienti di raccogliere informazioni complete per sapere se hanno i requisiti per ottenere la residenza permanente ai sensi della legislazione comunitaria, se possono ottenerla nei prossimi 2 anni, o come tutto ciò avrà un impatto sul loro status, se possono ottenere la nazionalità britannica e cosi via “.
Secondo un’esperta di Pwc, le restrizioni sull’immigrazione danneggeranno l’economia britannica, in particolare il settore delle costruzioni. “La perdita di lavoratori qualificati causerà un vuoto di circa 230.000 persone in 5 anni che è la dimensione di città come Luton. Quindi sia a Londra che nel Regno Unito, ci saranno enormi lacune, che dobbiamo riempire a causa della perdita di immigrati”. Il gruppo inoltre insiste sul fatto che gli stessi diritti debbano essere accordati ai cittadini britannici che vivono in Europa.