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Battaglia legale di Ungheria e Slovacchia sulla questione migranti


Redazione di Bruxelles

Battaglia legale di Ungheria e Slovacchia sulla questione migranti

Ogni tre mesi la Commissione europea guarda al futuro.
L’istituzione pubblicherà oggi le sue previsioni economiche, che conterranno consigli per tutti Stati membri, ma soprattutto per quei paesi che in passato hanno infranto le norme europee sulla spesa pubblica.
Il Portogallo sembra essere uno dei primi a uscire dalla procedura di revisione della spesa stabilita dalla Commissione europea e nota come procedura per i disavanzi eccessivi.
I funzionari a Bruxelles sperano che anche la Francia e la Spagna seguano l’esempio.

Nel frattempo, l’Unione europea vuole che il libero commercio sia più equo per tutti.
Il mantra “La globalizzazione fa bene” non sembra convincere molti europei al momento, specialmente in tempo di elezioni.
Ecco i pensieri del primo vice presidente della Commissione europea, Frans Timmermans.

Solidarietà sembra essere la parola più difficile da pronunciare a Budapest e a Bratislava.
L’Ungheria e la Slovacchia sono i più acerrimi nemici del sistema di quote previsto dall’UE per il ricollocamento dei rifugiati.
Questo programma è stato approvato dalla maggioranza dei governi dopo l’ ondata di migranti nel 2015 ma i due paesi hanno portato la loro causa davanti alla corte di giustizia dell’Unione europea.

Mariya Gabriel, deputata del partito popolare europeo, è la candidata designata dal governo bulgaro per ricoprire il ruolo di nuovo commissario europeo.
Il posto è vacante da quando Kristalina Georgieva si è dimessa alla fine del 2016 per trasferirsi presso la Banca Mondiale.
Marya Gabriel dovrà sostenere un colloquio di lavoro con Jean-Claude Juncker e superare il vaglio degli eurodeputati prima di poter assumere la nuova carica.

Redazione di Bruxelles

Il sistema di ricollocamento dei migranti al vaglio della Corte di giustizia dell'Unione europea