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Da Mosca al deserto del Gobi: su euronews l'anteprima del Silk Way Rally


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Da Mosca al deserto del Gobi: su euronews l'anteprima del Silk Way Rally

La Via della Seta punta a rubare lo scettro alla Dakar. Lo storico percorso tra Europa e Asia si dà al rally dando il suo nome a una gara che, sponsorizzata da Gazprom, si è presa il suo posto nel calendario delle competizioni sin dalla sua prima edizione del 2009.

La settima rassegna del Silk Way Rally partirà, come d’abitudine, dalla Piazza Rossa di Mosca. Attraverserà Russia, Kazakhstan e Cina, fino alla città di Xi’an.

La partenza è in programma il 7 luglio, ma centinaia di persone sono già al lavoro per controllare il tracciato sul quale si sfideranno i grandi nomi del rally.

Euronews ha raggiunto il pilota Luc Alphand nel deserto del Gobi, in Cina, una delle parti più insidiose dell’intero tracciato.

“In una gara di Rally è importate la preparazione soprattutto perché c‘è un gran lavoro da fare: calcolare le tappe, lavorare sulle mappe, evitare i parchi nazionali, le aree archeologiche, le aree militari eccetera – spiega il consigliere sportivo del Silk Way Rally – Una volta che ci siamo fatti un’idea della speciale, veniamo sul terreno, per annotare tutti i dettagli nel libro di viaggio. Pilota e co-pilota, gli equipaggi, hanno soltanto un libro di viaggio con le istruzioni di navigazione: vale a dire la direzione e le indicazioni di pericolo”.

Nel deserto c‘è sempre il rischio di ritrovarsi in un fosso o di imbattersi in uno spuntone di roccia che esce dal nulla. Spesso rischiare il fuori pista a grande velocità può trasformarsi in un azzardo. Per vincere una gara come questa sono necessarie la resistenza e la capacità di adattarsi ai diversi terreni. Oltre al deserto del Gobi, il rally attraversa le steppe del Kazakhstan, i territori sabbiosi del Nord della Cina, non lontano dai confini con la Mongolia. 14 tappe e un solo giorno di riposo a Urumqi nello Xinjiang.

“La Via della Seta è un vero e proprio rally perché rispetta i fondamenti di questo sport. È un vero e proprio viaggio, quest’anno da Mosca a Xi’an, di quasi 10 mila chilometri. Questa è già un’avventura – aggiunge Luc Alphand – Richiede resistenza perché le tappe sono lunghe e su terreni diversi e assolutamente fantastici: abbiamo grandi deserti, le dune, le grandi pianure del Kazakistan, la montagna. Questo rally offre chilometri, avventura e sudore e paura, tutto ciò che serve perché un equipaggio possa dire, una volta completata la gara, wow ce l’ho fatta”.

Il vincitore sarà colui che gestirà al meglio una guida veloce, una buona navigazione e la fatica. I team di supporto svolgono un ruolo cruciale. Per permettere ai piloti di riposare durante la notte, le squadre devono lavorare tutta la notte per assicurarsi che tutto sia perfetto il mattino seguente. L’anno scorso ha vinto Cyril Despres, ma per l’edizione del 2017, Luc Alphand scommette su un altro nome.

“Il team Peugeot è ancora il super favorito, perché lavorano tanto e bene e hanno una macchina competitiva, una grande squadra – sottolinea Luc Alphand – L’anno scorso erano presenti con Stéphane Peterhansel, Cyril Despres, Sebastien Loeb e tutti dicevano, Loeb non è pronto. Ma ora è pronto. L’anno scorso sono stati commessi degli errori di navigazione che sono costati la vittoria. Forse questo anno ci sarà la prima grande vittoria di Sebastien Loeb”.

“Euronews ha inaugurato la pista dell’edizione 2017 del Silk Way Rally che quest’anno si corre tra Mosca e Xi’an – conclude l’inviato di euronews nel deserto del Gobi, Bruno Sousa – Le stelle del Rally si affronteranno su questo persorso tra il 7 e il 22 luglio”.

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