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L'Alcione a Parigi


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L'Alcione a Parigi

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L’opera “Alcione” torna sulla scena di Parigi dopo due secoli di assenza (fu eseguita per la prima volta nel 1706). Questo è un successo per il musicista e direttore d’orchesta catalano Jordi Savall, che ha dedicato tutta la sua carriera alla promozione della musica barocca e in particolare a quella di Marin Marais. Aveva cercato di allestire Alcione fin dagli anni ’90. Lo affianca la regista Louise Moaty ex allieva di Eugène Green, uno scrittore americano, scenografo e regista cinematografico che si è trasferito a Parigi negli anni ’60 e ha creato una compagnia teatrale alla fine degli anni ’70 (Théâtre de la Sapience). Louise Moaty ha già al suo attivo diverse produzioni operistiche contemporanee.

Interprete di Alcione, all’Opéra Comique di Parigi, è la cantante francoitaliana Lea Desandre

Al centro della tragedia, concepita agli albori dell’Illuminismo, l’amore contrastato di Alcione, figlia di Eolo (dio dei venti) e Ceice, re di Trascina.

Jordi Savall: “Ho trascorso tutta la vita professionale, dal 1965, a perlustrare il mondo barocco attraverso la musica di Marin Marais. Da tempo il mio sogno era trasferire tutto questo mondo poetico ed espressivo sulla sua opera.

Alcione debutta ad una Opéra Comique che esce da un restauro durato 20 mesi. Una bella coincidenza per la regista Louise Moaty.

Louise Moaty: “Siamo molto commossi dal fatto che sia Alcione a rappresentare la riapertura a fronte anche del progetto scenografico di Alcione – l’idea di rendere omaggio alla macchina teatrale che si mostra oltre il décor – siamo quindi perfettamente in tema.

Queste macchine sono state inventate dai marinai che a teatro sono stati i primi macchinisti. Per questo sulla scena ancor oggi sono vigenti le stesse superstizioni che ci sono sulle navi. Per esempio non si puo’ pronunciare la parola « corda. »

Louise Moaty: “In questa opera è evidente il legame col mondo dei marinai per la presenza viva del mare, soprattuto con la scena della tempesta. Questa è stata proprio l’occasione per collegare questi due universi e per mostrarlo.

La mezzo-soprano franco-italiana Lea Desandre offre una interpretazione delicata di Alcione.

Lea Desandre: “Jordi Savall ci ha chiesto molta precisione sulla qualità del suono, soprattutto i suoni non vibrati che sono specifici della musica barocca. La cosa ha richiesto molto lavoro perchè la voce naturalmente vibra. Quindi richiede un controllo permanente.

Jordi Savall: “L’importante è che ci sia sempre questo mix di recitazione, intreccio e canto, da dosare bene perchè è questo che permette di rendere toccante l’emozione del canto.
E c‘è bisogno di autenticità. In musica se fingiamo non si trasmette l’emozione.“ “Quando si interepreta un’opera di Mozart e non funziona si dice : “ah che brutta interpretazione!” Ma nessuno si sogna di dire : « oh, che compositore mediocre! ». Tuttavia se fate un’opera non consciuta e l’interpretazione è cattiva spesso si dice « ah, che compositore noioso ». Questa riscoperta di Alcione deve permettere di rivelare il genio di Marin Marais.

Alcione è in cartellone a Versailles l’8, il 10 e l’11 giugno 2017 e a Caen il 10 e il 12 gennaio 2018.

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