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Algeria, elezioni legislative. La grande incognita è l'affluenza

Algeria al voto questo giovedì.

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Algeria, elezioni legislative. La grande incognita è l'affluenza

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Algeria al voto questo giovedì. Con la grande incognita dell’affluenza. Sono 23 milioni gli elettori chiamati alle urne per il rinnovo dei 462 seggi del Parlamento. Una tornata, di fatto già iniziata sabato scorso, per i residenti all’estero. In lizza 63 partiti, 12 mila candidati all’Assemblea nazionale del popolo, la Camera bassa del parlamento. Secondo gli ultimi sondaggi grande favorito il Fronte di liberazione nazionale (Fln), il partito di governo.

Un algerino fa notare che non vuole votare per un suo caro amico ma non ha nessun candidato che lo rappresenta: “tutti i politici mi hanno ingannato fin da quando ero più giovane, ho creduto alle loro promesse che non hanno mai mantenuto. Quindi non andrò a votare.” “Sono tutti uguali, parlano, parlano e una volta eletti non fanno nulla”, spiega invece una studentessa.

Intanto programmi politici a parte, a far discutere sono stati alcuni manifesti dove i partiti di ispirazione islamica hanno cancellato i volti delle loro candidate preferendo pallini bianchi. Una decisione che ha riacceso lo scontro fra la parte laica del Paese, guidato dal Fronte di Liberazione Nazionale, e dominato dai militari, e il forte movimento islamico.

Di fatto questa tornata si configura come una prova generale delle presidenziali che si terranno nel 2019, per cegliere il successore di Abdelaziz Bouteflika, al potere dal 1999 e costretto su una sedia rotelle dal 2013. Dopo anni di un sanguinoso conflitto interno per le azioni del Gia, il gruppo terrorista di matrice islamica nato nei primi anni Novanta, l’Algeria oggi appare un Paese con un’economia fragile, e un tasso di disoccupazione elevatissimo, specie tra i giovani.