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3 maggio, giornata mondiale per la libertà di stampa


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3 maggio, giornata mondiale per la libertà di stampa

Il 3 maggio è la giornata mondiale per la libertà di stampa. La ricorrenza è stata istituita nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in seguito a una raccomandazione adottata dalla 66a sessione della Conferenza Generale dell’Unesco di due anni prima. La quattro giorni organizzata a Giakarta, in Indonesia, per questa edizione 2017 ha adottato lo slogan Critical minds for critical times, “menti critiche per momenti critici”.

La giornata mondiale per la libertà di stampa sul sito dell’Unesco

L’appello del Segretario Generale ONU, Gutierres: “Basta persecuzioni, i giornalisti sono strumenti di libertà e di pace”

In occasione di questa giornata mondiale per la libertà di stampa il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Gutierres, ha lanciato un appello alla fine di ogni persecuzione nei confronti dei giornalisti e ricordato come la libertà di stampa sia uno strumento fondamentale al servizio della pace e della giustizia.

Il videomessaggio integrale del Segretario Generale ONU, Antonio Gutierres
Antonio Gutierres, Segretario Generale ONU: “I giornalisti vanno nei posti più pericolosi al mondo per dare voce ai senza voce (…) Abbiamo bisogno di leader politici che difendano la libertà dei media. È cruciale per contrastare la disinformazione predominante. (…) I giornalisti, con le loro parole e le loro immagini, possono cambiare il mondo”.

Amnesty International punta il dito contro la Turchia (e gli Stati Uniti)

Un appello al rispetto della libertà di stampa era arrivato nelle ultime ore anche da Amnesty International. In vista della ricorrenza del 3 maggio, la sezione statunitense dell’organizzazione ha diffuso un comunicato in cui cita, tra le più preoccupanti derive, il trattamento riservato ai media dall’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. Più in generale, Amnesty ha però incentrato la sua campagna sulla difesa dei giornalisti in Turchia, paese in cui la regressione della libertà di stampa sta negli ultimi mesi sollevando sempre crescenti preoccupazioni.


“Il giornalismo non è un crimine” è lo slogan della campagna di Amnesty International sui social media


“La Turchia è la più grande prigione per giornalisti (ndr: al mondo) – si legge in questo Tweet -. Unisciti a noi e chiedi la libertà di stampa in Turchia”

“Libertà di stampa: il punto di non ritorno”

Di Turchia come di più grande prigione per giornalisti al mondo aveva parlato anche “Reporters Sans Frontières”, nel rapporto sulla libertà di stampa pubblicato meno di una settimana fa. Intitolato “Libertà di stampa nel 2017 – Il punto del non ritorno”, il rapporto annuale declassa la Turchia dal 151° al 155° posto tra i 180 paesi presi in considerazione, la indica come “ormai scivolata nel campo dei regimi autoritari” e mette in evidenza anche il peggioramento della libertà di stampa negli Stati Uniti di Donald Trump. Più in generale, rispetto al passato, “Reporters Sans Frontières” registra un peggioramento senza precedenti della libertà di stampa su scala mondiale e segnala, come principale e più preoccupante novità, il fatto che sia ormai oggetto di crescenti limitazioni anche in paesi tradizionalmente considerati democratici.

Qui i principali punti del rapporto di Reporters Sans Frontières


Nella mappa di Reporters Sans Frontières un colpo d’occhio sulla libertà di stampa nel mondo: in nero le criticità, in rosso le situazioni giudicate “difficili”, in arancione i paesi che – come l’Italia – presentano “problemi considerevoli”, in giallo le situazioni “soddisfacenti” e in bianco quelle considerate “buone”.

Brillano i paesi scandinavi, stenta l’Europa continentale. Italia al 52° posto nella classifica della libertà di stampa

In testa alla classifica stilata dal Reporters Sans Frontières brillano la Norvegia, salita di due posizioni dal 3° posto dello scorso anno, e altri paesi scandinavi come la Svezia, salita al secondo con un balzo di sei posizioni. Per trovare il primo dei paesi europei continentali bisogna arrivare al 5°, occupato dai Paesi Bassi, che scendono tuttavia di tre gradini rispetto al 2016. Nonostante un balzo in avanti di 25 posizioni, l’Italia non va oltre il 52° posto, appena prima di Haiti, ma ampiamente dopo Germania (16a), Spagna (29a) e Francia (39a). Oltreoceano peggiora poi la libertà di stampa negli Stati Uniti, che scivolano al 43° posto dal 41° del 2016. A chiudere la classifica è senza sorprese la Corea del Nord, che strappa la maglia nera all’Eritrea, scivolando alla 180a posizione.

Qui la mappa interattiva e la classifica integrale sulla libertà di stampa nel mondo, stilata da Reporters Sans Frontières#