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Somaliland: a un passo dalla carestia


Somalia

Somaliland: a un passo dalla carestia

La siccità ha ucciso l’80% del bestiame nella repubblica di Somaliland.
Fiumi e corsi d’acqua sono asciutti.

Il Somaliland, si è autoproclamato stato indipendente, è riconosciuto a livello intenazionale solo come regione della Somalia settentrionale, paga il prezzo si 4 stagioni consecutive senz’acqua.

L’allarme carestia era stato lanciato lo scorso gennaio dalla Somalia e da diverse Ong.

Nelle vicinanze del villaggio di Baldheere, nella zona Occidentale di Somaliland, a solo qualche chilometro dal confine con l’Etiopia, profughi interni, hanno attraversato circa 400 chilometri prima di arrivare qui.
Hanno perso tutto.

Layla Abdi:

“Sono venuta qui a causa della siccità, ma qui le condizioni sono le stesse. Avevo 70 capre e pecore. Ne restano appena sei”.

In tutta la Somalia a causa della siccità circa 600 mila persone non hanno più fissa dimora.
La capitale Hargeisa non è la città che riceve il numero più alto di profughi interni, tuttavia la situazione non è facile.

Il campo è stato aperto nel 2013 per assistere i primi profughi della siccità. Ospita oggi 1.200 famiglie. Negli ultimi due anni sono arrivate 300 famiglie, 100 nell’ultimo mese.

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Hassan Omar, capo tribù, “Digaale”: https://www.flickr.com/photos/uninsomalia/sets/72157641944891664/

“Abbiamo dato loro cibo, assistenza medica; vedremo cosa fare in seguito; al momento non abbiamo il sostegno di alcuna Ong”.

Ugaso è etiope, è arrivata 3 settimane fa, insieme a altre madri e 12 bambini.

“La situazione qui è migliore rispetto al posto da dove veniamo. La sola cosa che manca è l’acqua, le riserve sono vuote. Finché restiamo in vita non penso che torneremo indietro”.

I bambini sono i più vulnerabili, stando all’Onu, un milione di bambini soffriranno la fame quest’anno in Somalia.

A Hargeisa, l’ospedale allestito dall’Unicef ha visto moltiplicare per tre il numero dei pazienti da quando è iniziata la siccità.

Khadar Ahmed Omar, UNICEF Stabilization Centre

“Riceviamo in media 30 pazienti al giorno arrivano con diarrea per la maggiorparte, altri invece sono interesssati alle vie respiratorie”.

Hamda non ha ancora due anni, pesa sei chili, quanto peserebbe un neonato di 5 mesi. La sua famiglia arriva da una zona rurale, ha perso tutto il bestiame a Hamda si dava da bere acqua non pura.

In Somalia si stima che oltre 6 milioni di persone necessitino assistenza.
Nell’intero corno d’Africa sono circa il doppio, oltre 20 milioni di persone, stando ai dati Onu, potrebbero essere vittime della carestia.

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