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Brasile, sciopero contro la riforma del lavoro: 45 % di adesione

Primo sciopero generale in 20 anni. Manifestazioni pacifiche in tutto il Paese. Scontri manifestanti-polizia a Rio e San Paulo

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Brasile, sciopero contro la riforma del lavoro: 45 % di adesione

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Una protesta che, diversamente dal previsto, non ha bloccato il Paese. Una giornata densa di manifestazioni pacifiche, talvolta macchiate dalla violenza di pochi facinorosi. È andato così in Brasile lo sciopero generale contro la riforma del lavoro. I maggiori scontri polizia-manifestanti ci sono stati a Rio dove alcuni dimostranti hanno anche dato fuoco a degli autobus; la polizia ha risposto con proiettili di gomma e lacrimogeni. La guerriglia urbana è proseguita con lancio di oggetti, con vetrine e arredi urbani distrutti.
Quello di questo venerdì è stato l’unico sciopero generale in 20 anni in Brasile. L’adesione è stata del 45 % dei lavoratori, dicono i sindacati. Il blocco totale delle attività, non c‘è stato.

“Fora Temer”, “Temer vattene, ridammi la mia pensione”, urlano i manifestanti, perché in caldo c‘è la proposta di innalzare di 13 anni l’età pensionabile: da 52 a 65. Così il presidente Michel Temer, pensa di portare il Paese fuori dalla più grave crisi degli ultimi anni. La sua abitazione a San Paulo, dove pure ci sono stati scontri, è stata circondata ma Temer si trovava a Brasilia. Da lì ha detto che non la legge non si discute. La riforma, passata alla Camera, attacca lo statuto dei lavoratori prevedendo, tra l’altro,l’esclusione dei rappresentanti sindacali dalle procedure di licenziamento e favorendo la contrattazione individuale alla collettiva.