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Presidenziali francesi: problemi interni per il Front National


Francia

Presidenziali francesi: problemi interni per il Front National

Qualche questione da risolvere all’interno del Front National, dopo l’autosospensione di Marine Le Pen dal ruolo di leader del partito per dedicarsi interamente alla campagna presidenziale in vista del ballottaggio del 7 maggio. Un’inchiesta ha investito Steeve Briois sindaco di Henin-Beaumont, indagato per incitamento all’odio. Briois è stato chiamato per sostituire Jean-François Jalkh, già costretto a rinunciare poche ore dopo la nomina, per le sua posizione negazionista sull’Olocausto.

Al centro della polemica alcune frasi pronunciate da Jalkh durante un’intervista nel 2000 a proposito delle camere a gas e dello sterminio di massa degli ebrei da parte dei nazisti. Intanto mentre Mélenchon, il leader della sinistra radicale, ha preso le distanze dal Front National, la Le Pen sta cercando in tutti i modi di sedurre il suo elettorato per arginare Macron.

Una scelta strategica fatta attraverso un appello sulla sua pagina Facebook e su twitter, per sfruttare il 20% di consensi raccolti dal partito di sinistra. La dialettica politica di questi giorni, in vista del secondo turno, ruota intorno all’Olocausto e al significato storico della seconda guerra mondiale, anche sul versante Macron.

Il leader di “En Marche” nella giornata di venerdì ha fatto visita al villaggio di Oradour-sur-Glane, a 200 km da Bordeaux,di cui restano ormai le rovine, il luogo simbolo della guerra dove nel 1944 i militari delle SS hanno ucciso 642 civili. Qui il giovane candidato ha parlato del dovere della memoria ed ha incontrato uno dei sopravvissuti.

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