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Video choc sui social media. Come evitarli?

Dopo i fatti di Cleveland e Phuket, il patron di Fb, Zuckerberg, ha dichiarato 'c'è ancora molto da fare'

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Video choc sui social media. Come evitarli?

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Postare video filmati con il proprio smartphone sui social media è ormai alla portata di tutti, ma come evitare che si postino e rimangano in rete, filmati choc? Come accaduto a inizio settimana in Tailandia?

Dove un uomo ha ucciso la figlietta e poi si è suicidato tutto in diretta su Facebook.

Le immagini sono rimaste in rete per diverse ore, prima che Fb le ritirasse.
È il secondo caso di questo tipo che si verifica in due settimane.

Il patron di Facebook, Mark Zuckerberg, ha dichiarato che il gruppo sta lavorando al fine di evitare altre situazioni simili, ammettendo però che c‘è molto lavoro da fare.

Facebook ha una responsabilità morale ma non è legalmente responsabile dell’uso che gli internauti fanno della sua piattaforma.

Karen North, docente di Social media:

“In termini prettamente lagali, Fb non è responsabile per i contenuti condivisi sulla sua piattaforma, che sono stati caricati da altri, mette solo a disposizione una piattaforma.
Nel caso di un’azione criminale come sapere se si tratta di un fatto vero o di un film, una messa in scena che qualcuno ha postato. È difficile per un robot decidere come un essere umano”.

Facebook è stato spesso accusato di censura.

Come quando in Svezia è stata oscurata la foto della bambina vietnamita che scappa dai bombardamenti al napalm perché nuda.

Erna Solberg, primo ministro norvegese:

“Chi ha meno di 30 anni, oggi, al 90% trova nei social media la fonte primaria d’informazione.
Se fotografie storiche vengono manomesse o censurate, perdiamo qualcosa di importante sia in termini educativi sia di comprensione della società e della comunità”.

Facebook nel dicembre scorso aveva registrato oltre 1,86 miliardi di utilizzatori. Alcuni oggi reclamano la disattivazione dell’applicazione live, ritenuta stratgica per lo sviluppo del gruppo.