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Rapporto sulla libertà di stampa: prima la Norvegia ultima la Nord Corea


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Rapporto sulla libertà di stampa: prima la Norvegia ultima la Nord Corea

Putin, Xi Jinping, Assad. Loro si sa, non sono morbidi con i giornalisti. Ma cosa accade negli altri Paesi? Quando si parla di libertà di stampa al primo posto come Paese più virtuoso c‘è la Norvegia, l’Italia sale dalla 77esima alla 52esima posizione ma sono ancora troppe le minacce della mafia e preoccupanti sono gli attacchi alla stampa del M5S.
La classifica è stata stilata, come ogni anno, da Reporters sans frontièrs che però avverte: il momento è critico e la situazione peggiora nei Paesi occidentali dove la democrazia è solida come Canada, Usa e Gran Bretagna. Nel caso degli Stati Uniti, che scendono dal 41 al 43 posto su 180 Paesi esaminati, il primo imputato per il declassamento è Trump con le sue pressioni sui giornalisti.
Perde quattro posizioni e scende in 155esimo posto, la Turchia di Erdogan con oltre 150 giornalisti in carcere per lo più finiti in manette dopo il tentativo di colpo di Stato dell’estate scorsa. A nulla sono valsi i moniti di molti Paesi europei, come la Germania, anche per il trattamento riservato ai giornalisti stranieri.
All’ultima casella della graduatoria la Nord Corea dove l’agenzia del regime è la sola fonte d’informazione ammessa, e l’ascolto di certe emittenti straniere puo’ costare il campo di lavoro.

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