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La Central European University lancia un appello a Bruxelles

Il rettore dell'istituto universitario con sede a Budapest, che rischia di chiudere a causa di una recente legge promulgata dal premier ungherese, afferma che in gioco c'è la libertà di pensiero.

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La Central European University lancia un appello a Bruxelles

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Minacciata da Budapest, la libera istruzione chiede aiuto a Bruxelles. Martedi il rettore della Central European University si è recato nella capitale d’Europa per ottenere il supporto politico dei dirigenti europei contro la chiusura dell’università da parte del governo ungherese.

“Non è compito mio dire all’ Europa cosa deve fare – ha dichiarato -. Il mio compito è dire all’ Europa cosa c‘è in gioco. È la prima volta dal 1945 che uno Stato membro dell’UE cerca di chiudere una libera università. Questo ci porterebbe in un territorio inesplorato e ad un attacco ai valori fondamentali. Spero dunque che la Commissione europea risponda con quelle azioni che solo lei puo intraprendere “.

Migliaia di persone sono scese in piazza a Budapest per protestare contro la nuova legge che mira a far chiudere il prestigioso istituto d’istruzione fondato dal miliardario George Soros, avversario del premier ungerese Orban.

“Il governo di Orbán – afferma la parlamentare liberale, Sophie in’t Veld -sta cercando di mettere a tacere le voci critiche e di impedire la libertà di pensiero. Non si tratta solo di questa università, ne ha prese di mira anche altre. Ha un’avversione particolare verso l’istruzione in generale e il pensiero critico. Cerca di mettere a tacere i media, le ONG, i giudici costituzionali. Fa parte di un piano che deve essere fermato”.

Come spiegato dal nostro corrispondente da Bruxelles, Sandor Zsiros, il primo ministro Viktor Orbán difenderà personalmente le sue politiche qui, davanti al Parlamento europeo mercoledi a Bruxelles. Sarà sicuramente un dibattito acceso e molti parlamentari europei hanno accusato l’Ungheria di minacciare lo stato di diritto”.