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L'attacco terroristico in Francia segnerà i prossimi dibattiti presidenziali

Intervista a Claude Moniquet, esperto di terrorismo

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L'attacco terroristico in Francia segnerà i prossimi dibattiti presidenziali

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Il terrorismo ha colpito di nuovo la Francia a pochi giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali forse più delicate degli ultimi anni. L’attentato, avvenuto venerdì a Parigi sugli Champs Elysées, a pochi isolati dagli uffici del presidente, ha dunque un valore simbolico: attaccare il cuore del Paese.

Se ci fermiamo a pensare – afferma Claude Moniquet, esperto di terrorismo – il processo elettorale è un obiettivo. Abbiamo sventato un attentato, ce n‘è stato uno, anche prima del primo turno. La settimana non è ancora finita e i due turni si tengono a 15 giorni di distanza. Quindi, in realtà, è molto probabile che il terrorismo torni di nuovo nella campagna elettorale e lo sperano tutti. Si spera che per il secondo turno la sicurezza sia al centro dei dibattiti. Curiosamente questo attacco interviene in un momento in cui, a parte in alcuni ambienti, la questione del terrorismo non è stata abbastanza affrontata dai candidati durante la campagna.
I candidati di sinistra non ne hanno quasi per niente parlato o lo hanno fatto molto poco. Ho quindi la sensazione che tutto questo incoraggerà coloro che hanno un programma incentrato sulla sicurezza penso ad esempio ai candidati di destra, moderata o di estrema destra.

A mezzanotte di venerdì si spegneranno le luci della campagna elettorale. In seguito all’attentato, alcuni candidati hanno deciso di cambiare i loro programmi o di annullare le riunioni previste.