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Le leggende dello Spazio, quarto episodio: lo Space Shuttle


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Le leggende dello Spazio, quarto episodio: lo Space Shuttle

Claude Nicollier (Vevey, 2 settembre 1944) è un ex astronauta, pilota aeronautico e professore universitario svizzero.

CLAUDE NICOLLIER, ASTRONAUTA, ESA: “Quando si osservava ci si chiedeva, ma questo è veramente lavoro?’” “Ci volevano circa 8 minuti e mezzo per entrare in orbita.” “E ‘stato un bel tour, soprattutto nella prima fase, con tanta agitazione, poi la separazione dei razzi con enormi fiammate.

CLAUDE NICOLLIER, ASTRONAUTA, ESA: “Ogni istante l’accelerazione era di 30 metri al secondo di velocità, questo per un minuto e mezzo, per raggiungere i 28.000 chilometri l’ora.” “E poi via il motore principale per passare da 3G a Zero G in un secondo e mezzo, cosa abbastanza impressionante, soprattutto la prima volta che ti succede.”

“L’operatività dello Shuttle è stata davvero notevole, si poteva fare appuntamento con un satellite, raccoglierlo col braccio robotico, metterlo in stiva e riportarlo sulla Terra”.

CLAUDE NICOLLIER, ASTRONAUTA, ESA: “Per rientrare nell’atmosfera dall’orbita elittica in cui ci trovavamo bisognava assumere il giusto orientamento che doveva essere di 40 gradi”.

“Subito dopo aver superato il Mach 1 il comandante prese il controllo manuale e volò manualmente. Grande! Per un pilota era un sogno, un autentico sogno.”

Lo Space Shuttle della NASA è uno dei il veicolo spaziale più rappresentativi del XX secolo, una macchina che ha definito l’era post-Apollo e ha segnato una nuova per la tecnologia spaziale riutilizzabile. Il primo a volare fu Columbia, il 12 aprile 1981. La sua operatività è proseguita fino al luglio 2011.

La storia dello Space Shuttle inizia e si inserisce sul finire del contesto della guerra fredda con la celebre corsa allo spazio in decisa contrapposizione con l’altra grande superpotenza dell’epoca: l’Unione Sovietica.

In particolare con lo sviluppo, avvenuto a partire dai primi anni settanta, di un veicolo spaziale riutilizzabile, la NASA sperava di continuare i suoi progetti e programmi spaziali con una notevole riduzione dei costi di accesso allo spazio, ma la complessità del progetto, i problemi relativi alla sicurezza e i costi operativi di funzionamento (500 milioni di dollari per lancio) hanno progressivamente disatteso queste aspettative fino alla sua definitiva dismissione nel 2011 anche in seguito ad alcuni gravi incidenti.

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