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La promozione su Instagram: etica e numeri di un business miliardario


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La promozione su Instagram: etica e numeri di un business miliardario

Instagram nel mirino della Federal Trade Commission americana (FTC) sulla delicata problematica di promozione e marketing sui social media. Dopo aver passato in rassegna una serie di post pubblicati sul social network, la Commissione statunitense per il commercio ha scritto oltre 90 lettere ad altrettante celebrità e opinion leader, richiamandoli alla necessità di rendere nota la natura delle loro relazioni con i marchi di prodotti e servizi che pubblicizzino o raccomandino in rete.

L’appello della Federal Trade Commission americana

“Parenti, amici e stipendiati: uscite allo scoperto!”

Con questa iniziativa, la prima nel suo genere, la FTC sottolinea l’esigenza che una tale trasparenza sia garantita soprattutto nel caso in cui “relazioni particolari” con il marchio possano minare, agli occhi dei consumatori, la credibilità del suggerimento proposto in rete da parte del personaggio pubblico interessato. Fra le relazioni che a tal fine necessitano di essere esplicitate, la Commissione menziona esplicitamente legami di parentela, remunerazioni e offerte di prestazioni o prodotti.

All’origine dell’iniziativa, secondo quanto reso noto dalla stessa FTC, c‘è la mobilitazione dell’organizzazione no-profit per la tutela dei consumatori “Public Citizen”, che aveva esplicitamente segnalato il caso delle promozioni su Instagram.

Qui la lettera alla Federal Trade Commission dell’organizzazione Public Citizen

Come garantire la trasparenza: una questione di abbreviazioni (e di vocabolario)

Nell’esplicitare le sue raccomandazioni, la FTC non fornisce indicazioni precise sui termini da utilizzare per rendere nota la natura del legame particolare con il marchio promosso o sponsorizzato. Nelle sue raccomandazioni ricorda tuttavia come i termini inglesi per “sponsorizzato” (sponsored) e “promozione” (promotion) constino di pochi caratteri e che, su servizi come Twitter – che ne limitano l’impiego a 140 – abbreviazioni come #ad (advertising, pubblicità) o #spo (sponsored, sponsorizzato), ne richiedano appena tre. Laddove il messaggio non sia soggetto a limitazioni di lunghezza così stringenti, la Commissione suggerisce tuttavia di esplicitare il messaggio, scrivendo per esempio: “La compagnia X mi ha offerto in prova il prodotto Y”.

Qui il complesso delle linee guida della Federal Trade Commission e le risposte fornite ad alcune aziende

Pur riconoscendo i limiti imposti dalla natura stessa della comunicazione sui social media, la FTC richiama all’imperativo della “comprensibilità”. Se talvolta le abbreviazioni possono essere inevitabili, la raccomandazione è tuttavia ad “evitare ambiguità” e fare in modo che le informazioni in questione siano “chiaramente visibili”. In quest’ottica, la Commissione invita anche a evitare messaggi che siano punteggiati da hasthtag #che #possano #complicarne #la #comprensione #e #la #leggibilità.

Qui il sunto delle raccomandazioni della FTC

Promozione e marketing su Instagram: un business da Paperoni

Declino della TV, fecondità del mercato rappresentato dai giovani consumatori e forte propensione di questi ultimi per i social media hanno messo le ali al marketing su Instagram. Il social network, in origine concepito per la semplice condivisione di foto, ha vissuto negli ultimi anni una crescita esponenziale. Dei suoi 600 milioni di utenti su scala mondiale, l’agenzia di marketing statunitense Mediakix stima che l’80% provenga dal di fuori degli Stati Uniti e che un sesto del totale sia stato acquisito nella sola seconda metà del 2016. Da qui un business per la promozione su Instagram, già ora del valore di un miliardo di dollari all’anno, ma che entro il 2019 potrebbe crescere di quasi due volte e mezzo.

Qui lo studio dell’agenzia di marketing Mediakix sul business della promozione su Instagram

Quanto vale un annuncio sponsorizzato su Instagram?

Un tariffario vero e proprio non esiste. A dettare i prezzi è tuttavia il principio della proporzionalità con la popolarità (e quindi con il numero di followers). A quest’ultimo si aggiungono poi a seconda dei casi valutazioni di altra natura che portano a una forchetta di prezzi, spaziante da qualche migliaio a svariate decine di migliaia di euro.

I più seguiti su Instagram: la top 3 del 2016

#1 Selena Gomez

Nel 2016 la cantante e attrice statunitense aveva 103 milioni di followers. Questa sua foto ha totalizzato oltre 6,8 milioni di “like”.

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#2 Taylor Swift

Nel 2016 la cantautrice e attrice statunitense aveva 94,1 milioni di followers

Night💋 gettyentertainment versace_official

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#3 Ariana Grande

Nel 2016 la cantante e attrice statunitense di “Cat Valentine” aveva 90,5 milioni di followers.

Popolari ma non famosi: gli “altri” opinion leader di Instagram

Se la popolarità sui social media è per molti un semplice riflesso di quella di cui godono nella vita reale, il fenomeno dei social network ha però anche partorito le sue proprie star: persone che devono cioè la notorietà esclusivamente alla loro popolarità in rete e all’influenza che quest’ultima ha regalato loro.

Un posto al sole, tra questi ultimi, se l‘è ritagliato anche la fashion-blogger italiana Chiara Ferragni, che al momento della redazione di questo articolo faceva registrare 8,9 milioni di followers.

Chiara Ferragni su Instagram

Seppur sensibilmente staccate, le sue “colleghe” Aimee Song e Julie Sarinaa, confermano, con i loro 4,5 milioni di followers ciascuna, che il blogging di moda riscuote un grande successo in rete e su Instagram in particolare.

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