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Turchia, lo sprint per il referendum Costituzionale


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Turchia, lo sprint per il referendum Costituzionale

Giorni di vigilia referendaria in Turchia. Domenica gli elettori saranno chiamati a decidere se approvare o respingere una riforma della Costituzione voluta dal presidente Erdoğan che prevede di allargare i poteri del presidente. Un rapporto dell’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, parla di ostacoli alla campagna per il NO. “Dicono che la eventuale vittoria del sì causerebbe dei problemi alla Turchia – ha detto Erdoğan nell’ultimo comizio a Konya – io dico all’OSCE: State al vostro posto. Voi non avete questo compito. Non potete parlare di cosa succederà in Turchia se il risultato finale del referendum sarà sì o no. Io sono sicuro che domenica la nazione, nel segreto dell’urna, sarà in grado di fare quello che è necessario”.

IL TWEET DI ERDOGAN

Per quanto riguarda i sondaggi, Erdoğan al momento appare in vantaggio al 51% complice anche il controllo quasi totale della scena mediatica. Questo a svantaggio del leader del fronte del NO, Kemal Kılıçdaroğlu che ad Istanbul ha chiamato a raccolta i suoi. “Proteggiamo insieme la nostra Repubblica. Non saltiamo in un’avventura che andrebbe solo a distruggerla. Non dobbiamo giocare sul futuro dei nostri amati figli. Cerchiamo di non sacrificare per un voto la possibilità di avere pari opportunità, l’uguaglianza di fronte alla giustizia e il nostro diritto di chiamare le autorità per darci conto delle imposte”.

IL TWEET DI KILIÇDAROGLU

Sarà , quindi, battaglia fino all’ultimo tra il SÍ e il NO. Il pacchetto di riforme include in totale 18 emendamenti e sarà votato dai cittadini poiché la proposta sostenuta da Erdoğan non ha ricevuto i voti di due terzi del parlamento turco, rendendo obbligatorio il ricorso alle urne.

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